Sabato 27 Maggio alle ore 18, Galleria Vittoria presenta "Genesi, punto di ritorno" di Cristina D'Ambrosio e Valeria Pellicelli e a cura di Tiziana Todi e visitabile fino al 14 giugno.
Le artiste, rispettivamente nonna e nipote, portano in mostra un progetto sperimentale sul tema della Genesi, creando un confronto tra le due generazioni che le unisce con la propria personalità ed identità, legate a doppio filo dall'arte come chiave di lettura del loro rapporto familiare, nutrito ed arricchito dalla condivisione della creatività e dalla libertà espressiva.
Il progetto nato da oltre un anno vede ora il suo compimento in una mostra, che si snoda attraverso le opere delle due artiste che raccontano le loro percezioni ed emozioni.
Il progetto espositivo è arricchito da un'opera video di Caterina Pellicelli e Martina Pacciarella con le musiche a cura di Damiano Niglio e Pierdomenico Niglio
Scrive di loro la curatrice Tiziana Todi:

La D'Ambrosio nella sua visionaria fantasia e profondità satura di poetica, esprime una profonda umanità. Lei con il suo sapere e la sua personalità che sa tradurre in arte, caratterizzata da gestualità istintiva, possiede la padronanza dello spazio pittorico che alla fine modula, inventa, attraverso il colore, rendendo i supporti sui quali imprime le sue idee, il luogo di una danza che fa nascere un'apparente improvvisazione geniale.
Con il suo amore per l'arte e la sua espressione artistica ha indubbiamente influenzato la sua cerchia famigliare e nulla è più affascinante dei meccanismi familiari che creano dinamiche ricche di rimandi, echi e rielaborazioni che alla fine diventano osmosi ricca di senso e valori condivisi, pur nella diversità dei linguaggi e dei mezzi espressivi.
La contaminazione e condivisione del viver l'arte insieme, lasciandosi attraversare dall'altrui presenza artistica e fisica è il punto di ritorno e ripartenza che ha un taglio intimo e avvolgente, caratterizzato da artisti della stessa famiglia, che si vogliono raccontare attraverso le opere esposte.
La genesi le unisce, ognuna di loro, con la propria personalità ed identità, è legata a doppio filo dall'arte come chiave di lettura del loro rapporto familiare nutrito ed arricchito dalla condivisione della creatività e libertà espressiva.
Il temperamento, pur essendo diverso per ragioni anagrafiche, rivela come le loro sensibilità sì sono plasmate una sull'altra, seguendo l'amore per l'arte come filo conduttore. Tutte e quattro risentono di amorosi colloqui silenti, che non hanno bisogno di parole, spesso non dette. A volte basta uno sguardo, una frase accennata, una sola espressione di assenso, e tutte loro dialogano e respirano il medesimo profumo dei colori che sicuramente suggella un'influenza reciproca, magari anche velata a volte da dissensi e differenze, ma che alla fine ha permesso di far penetrare ognuna di loro nella dimensione creativa ed interiore dell'altra. Tutto questo ci regala un'esposizione di opere capace di trasmetterci un grande rispetto reciproco ed un amore autentico pervaso intimamente dal profumo dell'arte.

Dove e quando

Gallerie - Mapping Ego
Gallerie - Mambor