Personale d'arte

GERMANO  PAOLINI

IL  SETTIMO  GIORNO

Oggetto: Mostra personale di Germano Paolini – dipinti ad olio

Mostra a cura di: Marco Pezzali

Luogo: Galleria della Tartaruga – via Sistina, 85/a – 00187 Roma

Telefono/fax: 06 6788956

Sito web: www.galleriadellatartaruga.com

E-mail: info@galleriadellatartaruga.com

Inaugurazione: mercoledì 16 ottobre 2019 alle ore 18.00

Durata della mostra: dal 16 al 26 ottobre 2019

Orario d'apertura:  10-13 e 16.30-19.30  -  Chiuso la domenica ed il lunedì mattina

La Galleria della Tartaruga, a distanza di quattro anni dalla sua ultima mostra personale presenta nelle proprie sale "Il settimo giorno", una serie di inediti paesaggi, olio su tela, di Germano Paolini.

Così l'autore spiega la motivazione che lo ha portato a realizzare questa mostra: "Un commento al primo Libro della Genesi ricorda come "oggi viviamo nel settimo giorno, nel quale Dio si compiace di ciò che ha creato e desidera mettersi in relazione con le sue creature". L'idea della contemplazione di ciò che ci circonda - di gustare e apprezzare ciò che troviamo e che ogni giorno abbiamo la fortuna di poter ammirare - porta con sé l'attitudine a riflettere; a interpellarsi sul rapporto che oggi sussiste fra creato e creatura. Osservando un paesaggio che ci emoziona, si attiva unicamente una serie di sentimenti - retaggio di una cultura che affonda ancora molto nel romanticismo ottocentesco? O ci sentiamo parte di una relazione che ci rende responsabili e custodi di ciò che stiamo contemplando e ci sprona ad averne cura, come di qualcosa che dovremo lasciare, se possibile, meglio di come l'abbiamo ricevuta? E' per me, ma non è mio. Non ci posso fare quello che voglio. Così come un figlio non è solo per me ma è per il mondo, per l'umanità. Ecco, dunque, che i soggetti raffigurati nelle opere qua esposte - i luoghi che più frequento, la terra, il mare, il cielo che ben conosco, quella Toscana che negli anni ho imparato a sentire mia, tanto più provenendo dalle nebbie e dal grigiore della pianura padana - assumono per me un senso differente da quello di una pittura di paesaggio. Si tratta piuttosto di paesaggi universali, interiori, o interiorizzati, nei quali mi sento calato ed immerso tanto più quanto più sono grandi le loro dimensioni. Scriveva Mark Rothko nel 1951: "dipingere un quadro piccolo significa situarsi al di fuori della propria esperienza, significa osservarla attraverso una lente che la rimpicciolisce e l'allontana. Un quadro di grandi dimensioni, in qualunque modo lo si dipinga, permette al contrario di entrare a far parte di esso. E' ineluttabile." E' allora come ammirare in una minuscola cellula la grandezza della vita intera."


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