Potremmo concepire come una lunga ed articolata "autobiografia per immagini" la selezione dei lavori di Antonio Russo in mostra presso Spazio Urano; l'artista inserisce se stesso, a volte si moltiplica con ossessione, nei vari dipinti ad olio e tempera, eleggendosi così indiscusso protagonista oltre che autore delle opere.
Con un linguaggio fortemente realistico, Russo palesa un'eccezionale sensibilità nella resa della dimensione umana, fisica ed emotiva dei soggetti ritratti, soprattutto se si tratta del suo stesso volto; di quest'ultimo restituisce i tratti fisionomici e le molteplici espressioni e sfumature contestualizzandole nella scena. L'interesse per la psiche della persona rappresentata, tipica degli artisti specializzati nella ritrattistica, in Russo si trasforma in una sorta di autoanalisi, una finestra aperta dentro e fuori di sé, un palcoscenico delle emozioni, come nella serie "Travaglio", dove il volto-maschera dello stesso artista si affaccia in diversi "Atti" dal sipario mostrandoci un frammento della sua inquietudine.
Lo studio della luce e la predilezione dei fondi scuri caratteristici della pittura di Caravaggio hanno influenzato in maniera evidente la ricerca di Russo, come è anche percepibile l'impostazione teatrale della composizione tipica del Barocco e le altre suggestioni recepite dall'analisi dello stile di Rembrandt, Vermeer e di altri grandi maestri del Rococò e del Realismo quali Goya, Messerschmidt e Courbet.
In "Pranzo a San Barnaba", dopo aver ammirato i dipinti di Tintoretto, Jacopo Bassano e Paolo Veronese, Antonio Russo recupera un'iconografia immediatamente riconoscibile, "L'Ultima Cena", che traspone nella sua quotidianità: un pranzo qualunque nella propria abitazione dalla cui finestra si vede la chiesa di San Barnaba del quartiere Prenestino-Labicano e lui in completa solitudine - all'epoca imposta dalle limitazioni dell'emergenza Covid - che si ritrae in differenti azioni/reazioni. I personaggi ritratti, ovvero lo stesso artista raffigurato in vari momenti, si muovono in maniera concitata, sembrano partecipare attivamente e dialogare tra loro; in verità non fanno altro che restare intrappolati nell'impossibilità di un'effettiva comunicazione. Un episodio circoscritto ed autobiografico, quindi, che potremmo leggere anche in chiave universale come una scena densa di quella solitudine esistenziale che può attraversare ognuno di noi.

Breve biografia
Antonio Russo nasce a Lanciano nel 1983. Si diploma all'istituto d'Arte "Palizzi" di Lanciano. Inizia a dipingere da autodidatta a 17 anni. Nel 2002 si trasferisce a Roma, dove intraprende il percorso di studi pittorici iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti; nel 2009 consegue il Diploma di II livello di Arti visive e Discipline dello Spettacolo (indirizzo di Pittura) sotto la cattedra di Giuseppe Modica.
Nel 2010 insieme ad altri sei pittori fonda il collettivo d'arte "Studio Sotterraneo". Sono gli anni della sperimentazione pittorica, del teatro, delle performance, della street art.
Dal 2022 insegna Discipline Grafiche, Pittoriche e Scenografiche presso il Liceo Artistico "Guglielmo Marconi" di Anagni.

Informazioni
La mostra sarà visitabile fino al 16 dicembre 2023.
Visitabile su appuntamento: tel. 3290932851 e-mail info@spaziourano.com

Dove e quando

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