Trentuno artisti contemporanei si interrogano intorno al concetto di bellezza nell'ultima mostra proposta dalla Galleria RossoCinabro

Tema dominante di tutta la storia dell’arte, il concetto di Bellezza, che fin dall’antichità fu in relazione alla raffigurazione della Verità, del Buono, del Bello e del Vero, creando piacere in chi guarda, con l’esposizione dell’Olympia di Manet al Salon parigino del 1865 si affievolì fino a essere disapprovato dai partecipanti. Furono, in seguito, le conseguenze delle avanguardie a demolire per sempre la bellezza come metodo di giudizio del fare artistico.

Bellezza e Arte complici inseparabili nell’espressione e nella ricerca hanno posto come analisi ontologica la propria esplicitazione, senza mai arrivare a definizioni risolutive. La mostra immagina una riflessione sull’esperienza della Bellezza, affrontando la difficoltosa questione del rapporto tra bellezza e arte contemporanea, spesso viste in contrapposizione. Non abbiamo risposte, ma spunti forniti allo spettatore per guidarlo a fresche, soggettive, concezioni estetiche.

Le numerose esposizioni e i testi critici pubblicati sull’argomento nell’ultimo secolo hanno però evidenziato sempre l’esistenza di un legame, intimo alla nostra concezione estetica, tra bellezza e arte. Essa oggi viene di continuo determinata indicando il concetto di indefinibile e irriducibile, perché impossibile da circoscrivere a un valore assoluto, sebbene permanga un elemento imprescindibile del fare artistico.

Ciò che appare dall’esposizione romana è una marcata soggettività dello sguardo degli artisti contemporanei, che trova la bellezza in luoghi, idee e comportamenti differenti.

Non è che l’arte contemporanea escluda la bellezza, ma la realizza come godimento intellettuale. Mentre l’arte della bellezza formale mette il contenuto a servizio della forma, con l’arte contemporanea abbiamo visto una trasformazione totale che intende il messaggio artistico, l’elaborazione intellettuale, come forma immediata. A ciò non fanno eccezione le opere degli artisti presentati, nelle quali si cerca di non tralasciare la forma, ma la si relega a puro contorno della sostanza. Infatti se osserviamo alcune opere con superficialità notiamo una forma armonica e rassicurante, conosciuta. Ma se siamo in grado di divagare dalle forme gradevoli, vediamo una materia inquieta, piena di tensione, che è poi quella dell’artista e del suo modo di fare arte. Oltre la forma, che alla fine è imitazione, c’è la vera creazione artistica, una forza che l’opera esprime inducendoci alla percezione di riuscire a leggere la tensione espressa dall’artista.

Opere di: Gianni Balzanella, Liana Barbato, Fulvio Bresciani, Barbara Cappello, Angelo Chirichella, Andrea Cimatti, Daniela Ciorcalo, Angelo D’Amato, Stefania Fabretti, Elena Ferro, Marta Fiorentini, Gianfranco Genoese, Antonella Giannuzzi, Claudia Giavarini, Filippo Guerrieri, Alessandra La Chioma, Valentina Lingria, Mar 14, Stefano Mariotti, Adriana Mauceri, Serafina Orgallo, Adamo Panessidi, Fabrizio Pesci, Federico Pisciotta, Daniela Rebecchi, Tiziana Rufo, Alfio Sacco, Alessandro Scalabrini, Emanuela Sommi, Mario Tonino, Monica Valeri

A cura di Cristina Madini


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