Sia Riccardo Mannelli che Alessandro Martorelli (in arte Martoz) si ritrovano, pur avendo, tra loro 40 anni di differenza, in una comune linea Neoespressionista. La mutua caratteristica è il modo di raccontare il corpo e la loro forte identificazione nei personaggi rappresentati. 

Per Riccardo Mannelli il lavoro sul corpo, sul nudo, non ha nulla di "ideologico". Per lui una persona è una persona, nuda o vestita è poco più che un dettaglio. Non avendo pregiudizi ideologico-moralistici disegna un organo sessuale alla stessa stregua di qualsiasi altra parte del corpo. Un corpo è interessante perché è sempre onesto, racconta sempre la sua verità, a prescindere dall'uso che ne possa fare l'osservatore. Il lavoro di Mannelli è, in sostanza, quello di mettere in evidenza l'essenza del corpo, di un qualsiasi corpo.

ll disegno di Martoz, risulta essere addirittura più realistico, più rappresentativo ed efficace di quello propriamente definito realistico. Le sue deformate figure emergono dal vuoto con una graffiante vitalità.
Fondamentale è stato per lui lavorare sul fumetto popolare e per l'infanzia, nel quale ha potuto esprimere tutta la sua coraggiosa carica eversiva. Martoz tira fuori una bizzarria e una brutalità grafica per liberarsi dai canoni estetici e dal bisogno di realizzare il bel disegno. Martoz si diverte molto all'idea che una mano disegnata male o un po' a casaccio, possa alloggiare tranquillamente anche nei fumetti più importanti sui quali ha lavorato.

Dove e quando

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