Opere di Juanni Wang

La mostra "Tian Kong - Sul cielo. Opere di Juanni Wang" a cura di Eleonora De Filippis inaugura la rassegna "Zhong guo – Artisti cinesi a Roma" che Corso440 dedicherà tra il 2018 e il 2019 ai giovani artisti emergenti cinesi.

Juanni Wang è considerata tra le pittrici più interessanti del panorama sempre più numeroso e attivo di artisti che dopo aver studiato in Cina si specializzano in Italia presso le nostre Accademie di Belle Arti. Una generazione vivace ed estremamente interessante che si sta affermando anche in Italia.

La mostra presenta 10 opere a olio realizzate negli ultimi due anni dall'artista. Tian Kong è il cielo nella sua accezione puramente naturale, fisica, assolutamente non trascendente. Ciò che interessa Wang è infatti l'aspetto estetico , formale con la sua magica, inquieta mutevolezza. Fonte inesauribile di accostamenti cromatici, spesso violenti inconsueti e di forme sorprendenti, insospettabili; le nuvole - come in un test di Rorschac -  assumono nell'inconscio dell'artista forme ataviche proprie della  sua  cultura originaria.  

I suoi cieli sono sospesi, traducono stati d'animo, emozioni provate dall'artista di fronte allo spettacolo della natura. Ecco che le pennellate lunghe, calde, di "Rì luò – Tramonto" diventano piccoli tocchi pointilliste in "Yùn - Nuvola" , una peculiarità di questa generazione di artisti volitivi che guardano alle forme dell'arte europea e non hanno timore di cimentarvisi cercando una loro propria originalità. Wang parte sempre da immagini naturali che interpreta. Nel cielo – dice Wang – si vede tutto, è come un libro. Abile fotografa Wang tuttavia non utilizza mai questo strumento ma la memoria. Alla base delle sue opere però c'è sempre una lettura surreale, ironica, doppia. E' proprio questo doppio gioco, questa visione dualistica che costituisce il leit motiv della sua produzione recente. Il "lian ge – doppio" - d'altra parte - è un concetto simbolico importante nella cultura cinese, è armonia, equilibrio, unione.

La stessa scelta di realizzare dittici nasce da questa esigenza come anche doppia è la figura dell'opera "Yi bàn de gu shi – Storia della metà".  La figura di uomo e donna ritorna in  "Ping guo - Mela" e  in " Shi jiè - Mondo", ancora un dittico in cui personaggi senza tempo vivono uno spazio magico il cui elemento architettonico è una interpretazione del monumento a Cecilia Metella sull'Appia antica. La chiave per cercare l'altro nell'immagine? L'elemento che inserisce alla base nei suoi "cieli", una finestra? uno specchio? O semplicemente una diversa visione della sua realtà.

Juanni Wang nasce in Cina, nella città di Weinan, nello Shaanxi, nel 1982. Si trasferisce presto a Shanghai dove consegue la laurea in Arte e Design presso l'Accademia d'Arte. Nel 2015 si trasferisce in Italia, ad Assisi prima e a Roma poi,  dove si laurea nel 2017 in pittura con una tesi su "Lo specchio come anima dentro la pittura".  Nello stesso anno organizza la sua prima personale in due sedi:Todi ed Assisi. Il 2018 ha visto la partecipazione dell'artista cinese a numerose mostre collettive tra cui : "Nel segno e nel colore" presso il Museo d'Arte Moderna di Pescara e  "Antico presente l'Accademia disegna" ai Musei Vaticani e più di recente a Ferrara, Palazzo Bentivoglio, "Ad Oriente",  rassegna dedicata ai giovani artisti emergenti. Alcune opere sono entrate in collezioni private italiane. 


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