La riaffermazione dell'adolescenza all'interno della cultura a distanza di dieci anni

Dal 18 marzo al 28 aprile, è in mostra alla galleria romana Matèria YOUTH CODES di Karen Knorr, Olivier Richon e Andreas Weinand, a cura di Gianpaolo Arena e Niccolò Fano.

"Siate infantili, siate irresponsabili, siate ogni cosa questa società detesta". Con queste parole fomentava la rivolta Malcolm McLaren, il grande manovratore e carismatico agitatore dell'adrenalinica avventura del movimento punk, nonché manager dei mitici Sex Pistols che proprio quarant'anni fa pubblicarono il loro primo singolo "Anarchy in the UK".

La riaffermazione dell'adolescenza all'interno della cultura, declinata in rabbia distruttiva, in frustrazione e in disincanto, è diventata simbolo della corrente inglese.

L'esposizione si compone di due corpus d'immagini che, a distanza di dieci anni l'uno dall'altro, rappresentano le radici e gli sviluppi del fenomeno controculturale e la storia dei suoi giovani protagonisti.

La prima serie PUNKS, con le fotografie originali di Karen Knorr e Olivier Richon, documenta la scena punk londinese tra il 1976 e il 1977 attorno al Roxy di Covent Garden e al Global Village di Charing Cross. Gli autori hanno cercato un confronto diretto con i soggetti ritratti, affermando dichiaratamente la loro presenza con un approccio formale e non celato dove ambientazioni statiche e pose imbalsamate sono fermate in un infinito istante dall'uso della luce fredda del flash.

Oltre alle più note eroine della scena musicale come Ari Up, Laura Logic, Palmolive, Poly Styrene e Siouxsie Sioux, i soggetti ritratti sono giovani comuni, fans, frequentatori di concerti e sale da ballo, individui annoiati o aggressivi, figure irriverenti e furfanti dickensiani, protagonisti forti e vulnerabili nello stesso tempo, annichiliti o sfrontati.

La serie COLOSSAL YOUTH del fotografo tedesco Andreas Weinand è uno studio sugli aspetti più intimi della ribellione adolescenziale, realizzato a Essen, in Germania, tra il 1988 e 1990.

Nelle straordinarie immagini, un rapido susseguirsi di suoni, colori, oggetti, azioni colpiscono vivamente i sensi e la fantasia. I giovani ritratti con onestà e schiettezza esprimono rabbia, gioia, abbandono, trasporto, rassegnazione e sono colti nei rituali di gruppo mentre festeggiano, litigano, bevono, dormono, si innamorano fino a diventare madri e padri pure loro. Weinand, con sguardo da osservatore esterno, attraverso un lungo percorso di avvicinamento empatico con i soggetti, coglie il lato antropologico e comunitario delle situazioni. Rivela e svela i codici autodistruttivi, dissacratori, effimeri rivelatori di stati esistenziali transitori, irrequieti, impulsivi.


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