Un collezionista furioso, deciso a mettere in salvo nella sua casa di Tangeri nientemeno che lo spirito della città bianca. E uno spiritello, un duende, che della casa e della città incarna l'aspetto più concreto. 

Tra i due protagonisti di questa storia di ossessioni e malintesi destinata a sfociare in storia d'amore si sviluppa un rapporto comico: incurante dei debiti che accumula, il collezionista insegue le chimere del passato e raccoglie con lirismo stralunato le testimonianze di una civiltà forse fiorita solo in un sogno. Il fantasmino ha i piedi per terra, conta i soldi, vuole fare l'amore con tutte le donne - e esige un plot. 

Procedendo sinuoso come un arabesco tra colpi di scena e ricordi di una formazione storicoartistica così personale da sembrare l'espressione di un volto, traversando con libertà generi diversi - dall'autobiografia al romanzo gotico al poliziesco con incursioni nella saggistica erudita, nella satira, nel fumetto, nella canzone popolare - questo racconto di due personaggi che ci ricordano Don Chisciotte e Sancho Panza delimita una scena mitica. È Tangeri, "coi due mari lubrichi che la lumano di soppiatto come i vecchioni Susanna al bagno", il "borgo cartaginese e fenicio, arabo e portoghese", ma anche e soprattutto lo sgangherato approdo di tanti migranti andalusi fin dalla caduta del Regno di Granada, dove perfino l'omicidio è lecito, se "commesso per una necessità estetica urgente come la soppressione di una virgola".


UMBERTO PASTI
Scrittore, giornalista, disegnatore di giardini, divide il suo tempo tra Milano e il Marocco. È autore, tra l'altro, di Giardini e no (Bompiani, 2010), Animali e no (Bompiani, 2016), Perduto in paradiso (Bompiani, 2018) e di Un giardino atlantico (Bompiani, 2019).

«Tu diventerai un collezionista» mi diceva Fathi. «Un collezionista di piccole cose, uno vero, non come uno di quegli uomini stupidi accecati dai capolavori.»

Informazioni, orari e prezzi

lunedì 20 maggio, ore 17

Dove e quando