L'Associazione Culturale TRAleVOLTE invita - sabato 13 febbraio 2016 alle ore 18.00 - alla presentazione del libro

Arredare il sacro.
Artisti, opere e committenti in sicilia dal medioevo al contemporaneo


A cura di
Maria Concetta Di Natale (Direttore Del Dipartimento Culture E Società, Università Degli Studi Di Palermo)
Maurizio Vitella (Università Degli Studi Di Palermo)

Interverranno:
Maria Grazia Messina (PRESIDENTE CUNSTA, CONSULTA UNIVERSITARIA NAZIONALE STORICI DELL'ARTE, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE) Maria Giulia Aurigemma (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CHIETI)
COORDINA: Gabriella De Marco (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO)
SARANNO PRESENTI I CURATORI

Con l'occasione è possibile visitare, alle ore 16, la Cappella del Sancta Sanctorum e il Parco della Scala Santa con le due installazioni permanenti: Il giardino nel giardino: Scala Santa di Maria Dompè e Silvia Stucky. La forma dell'acqua.

Il volume, edito da Skira, costituisce il risultato della ricerca, condotta da alcuni studiosi, docenti e giovani ricercatori, del Dipartimento Culture e Società dell'Università degli Studi di Palermo, finanziata con specifici fondi di Ateneo (FFR 2012/13). Ciascun autore dando il proprio valido contributo ha espresso l'articolata tematica dell'arte sacra con metodologia scientifica, declinandola in modo originale. Le diverse opere d'arte sono analizzate in relazione al contesto e al luogo per cui sono state realizzate e al quale sono state destinate. Oggetto dello studio sono, infatti, manufatti artistici commissionati nel tempo per adornare luoghi di culto e spazi sacri. I saggi contenuti nel volume coprono un arco di tempo che va dal Medioevo ai nostri giorni e i temi affrontati restituiscono un panorama di artisti e opere particolarmente rappresentativi dell'arte decorativa in Sicilia e del livello che tale produzione ha raggiunto nell'isola nel corso dei secoli. Il punto di partenza di questo percorso è il saggio di Giovanni Travagliato sul candelabro pasquale della Cappella Palatina di Palermo, capolavoro della scultura romanica in Sicilia, chiara espressione di quell'intreccio di culture, di stili e di linguaggi che ha sempre caratterizzato l'arte decorativa siciliana. Il tema dell'arredo sacro viene quindi preso in esame da Salvatore Serio, che studia opere inedite o poco note della chiesa intitolata a San Pantaleone di Alcara Li Fusi in provincia di Messina. Ripercorrendo la fase storica immediatamente successiva al concilio di Trento, Maurizio Vitella mette in evidenza il rapporto tra la normativa post tridentina e la realizzazione di suppellettili ecclesiastiche. Un altro tema fondamentale per questo tipo di produzione artistica è quello della committenza, affrontato da Giuseppina Mazzola, che indaga il ruolo svolto da un console nella realizzazione di alcuni arredi della chiesa della nazione catalana a Palermo. Una rigorosa ricerca archivistica è alla base del saggio di Rosalia Francesca Margiotta sugli altari in alabastro della chiesa di Santa Caterina di Chiusa Sclafani. Una particolare tipologia di arredo, i fiori d'argento, presenti su numerosi altari di chiese palermitane e degni di nota per la peculiare resa decorativa, sono l'argomento del saggio di chi scrive. Trattando di arredi sacri, non poteva mancare la figura di Giacomo Serpotta: Pierfrancesco Palazzotto ne prende infatti in esame le prime produzioni. Il saggio di Roberta Cruciata offre un'interessante incursione a Malta, presentando l'altare di Maria Santissima del Lume nella chiesa delle Anime Sante a Valletta, realizzato da marmorari messinesi. La produzione di un argentiere acese ancora poco indagato, la cui opera è particolarmente rappresentativa del passaggio tra rococò e neoclassicismo, è oggetto dei saggi di Salvatore Anselmo e Sergio Intorre. Carmelo Bajamonte propone un'interessante analisi della tutela e della dispersione del patrimonio storico-artistico siciliano durante un'altra fase storica cruciale per la storia delle arti decorative in Sicilia, la soppressione degli enti religiosi del 1866. Cristina Costanzo studia la chiesa di Sant'Antonio da Padova di Favignana, progettata dall'architetto Giuseppe Damiani Almeyda su committenza della famiglia Florio, raro esempio di Liberty ecclesiastico a lungo dimenticato. Chiude il volume il saggio di Gabriella De Marco, la cui incursione nella capitale del sacro presenta due installazioni permanenti per il giardino dei Padri Passionisti alla Scala Santa a Roma. Il volume, curato con Maurizio Vitella, è il frutto di un continuo confronto di diverse esperienze maturate nell'ambito di un vasto e articolato progetto multidisciplinare che offre contenuti stimolanti e ricchi di spunti per la più ampia comunità scientifica. Gli argomenti affrontati, orientati talvolta al tema della devota committenza, pur non dedicandosi esclusivamente all'arte siciliana, guardano con particolare attenzione alla produzione artistica realizzata in Sicilia. Emerge, dunque, che l'isola si caratterizza per la presenza di opere straordinarie, che sono espressione di uno splendore decorativo che caratterizza in modo singolare l'arte siciliana.
Maria Concetta Di Natale
Titolare del fondo di ricerca di Ateneo FFR 2012/13

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