Mauro Garofalo presenta il suo libro con Neri Marcorè

MAREMMA, 1862. L'INDUSTRIALIZZAZIONE POST-UNITARIA STA DISTRUGGENDO IL MONDO CONTADINO E I SUOI ABITANTI. UN GRUPPO DI UOMINI LOTTERÀ FINO ALLA MORTE PER DIFENDERE I PROPRI IDEALI E LE PROPRIE TERRE.

TRA CORMAC MCCARHTY E QUENTIN TARANTINO, IL NUOVO ROMANZO DELL'AUTORE DI ALLA FINE DI OGNI COSA.

1862, tempi duri in Maremma. Mentre la guerra civile impazza e le giubbe rosse di Garibaldi sbarcano al centro e al sud, il Capitano Bosco aiuta i mezzadri in lotta contro i padroni. Per molti è un eroe. Ma per l'uomo con la bombetta è un pericoloso avversario, il potente politico sta infatti cacciando i contadini dalle terre per costruire la ferrovia, mascherando i suoi loschi affari in nome dell'Unità d'Italia. Forte dell'appoggio del nuovo Stato voluto dai Savoia, rapisce la bella Elena, giovane donna di cui è innamorato il Capitano Bosco, e scatena contro di lui un esercito di militari e la ferocia del sanguinario criminale Enrico Stoppa. Tra inseguimenti nelle foreste a picco sul mare, Bosco trova sulla sua strada un'improbabile banda di compagni d'avventure: un ex schiavo proveniente dalle colonie eritree; un esperto di esplosivi; un misterioso samurai arrivato in Occidente con il circo; un anziano colonnello tiratore scelto e un ragazzino scampato al massacro della sua famiglia. Insieme a loro, Bosco darà l'assalto finale al potere che vuole distruggere le sue terre selvagge. Era il bandito più famoso di quelle terre. Lo avrebbero seguito tutti all'inferno.


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