Il doppio offerto dalle immagini tecniche, o nuove immagini – come vengono definite in questo volume – si dimostra frutto di una ricerca nel campo della rappresentazione che pone le sue basi nelle prime espressioni dell'Homo sapiens e trova nel Barocco un momento fondamentale di svolta. Verrà così analizzato questo millenario percorso compiuto dall'immagine e il motivo per cui l'arte e il pensiero del Seicento si dimostrino un momento di importante svolta per la nascita di quelle forme di rappresentazione che nascono con la fotografia e proseguono, nel corso dei secoli, fino a giungere alle recenti proposte,
 maggiormente immersive, della realtà virtuale. Si metterà così in luce come le nuove immagini diano vita a quei fenomeni di neoarcaismo teorizzato da Morin, attivando, in nuova veste, atteggiamenti irrazionali, primitivi, infantili che caratterizzano la sfera dell'Homo demens e che da sempre hanno contraddistinto il rapporto dell'uomo con le differenti forme di rappresentazione. E si prenderà in analisi come questo atteggiamento neoarcaico dell'uomo contemporaneo scaturisca dall'offerta non di una quasi-realtà, recuperando il pensiero di Sartre, ma di una meno-quasi e più-realtà che le nuove immagini realizzano, determinando un'inedita modalità di interazione con il mondo iconico e, conseguentemente, con il fattuale; un aspetto, quest'ultimo, che sarà oggetto di studio nella seconda parte del libro, attraverso il recupero della prospettiva dei visual culture studies.

Libreria Libraccio - Roma ore 18.00

Andrea Rabbito presenta

La meno-quasi e più realtà
Genealogia delle nuove immagini e indagini dalla prospettiva dei visual

culture studies
Mimesis

Dialogano con l'autore
Christian Uva
Vito Zagarrio

Dove e quando

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