Chi erano i romani che nel 1849 inseguirono il sogno di una Repubblica libera, equa, democratica e tra il 30 aprile e il 30 giugno di quell'anno furono costretti a difenderla, anche a costo della vita, dall'assalto dei francesi guidati dal generale Oudinot?
Se significativo fu l'apporto dei tanti volontari accorsi da ogni parte d'Italia, il grosso delle forze degli assediati era costituito dai cittadini di Roma e dagli appartenenti allo Stato della Chiesa: una realtà troppo spesso disconosciuta. Se ne era reso conto lo stesso Giuseppe Garibaldi che il 21 giugno aveva scritto ad Anita: "Noi combattiamo sul Gianicolo e questo popolo è degno della passata grandezza".

La Repubblica dei Romani di Cinzia Dal Maso (Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi", Dunp edizioni) non è solo una raccolta di biografie, ma anche una guida insolita della città eterna, che conduce il lettore alla scoperta dei luoghi che ancora ricordano i romani che hanno combattuto sul Gianicolo, a ponte Milvio, sui monti Parioli, a Velletri e Palestrina. L'incontro per la presentazione del volume, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina mercoledì 5 giugno alle 17.30, è promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con l'Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi".
Interverranno il Prof. Franco Tamassia e Mara Minasi, responsabile del Museo; sarà presente l'autrice.


Alcuni sono personaggi noti, come l'oste e capopopolo Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, o i fratelli Alessandro e Ludovico Calandrelli. Altri devono la loro fama ad attività non collegabili alle vicende risorgimentali: Alessandro e Augusto Castellani, orafi e antiquari, il baritono Antonio Cotogni, la più bella voce dell'Ottocento, il pittore Nino Costa, lo scultore Filippo Ferrari, il drammaturgo Pietro Cossa, lo scrittore David Silvagni. Altri ancora sono stati quasi dimenticati, come Cesare Lucatelli, combattente del Battaglione Universitario, che finì i suoi giorni sul patibolo, nel 1861, per un delitto che non aveva commesso. Ci sono intere famiglie di patrioti, prima tra tutte quella dei Narducci, con Paolo, considerato il primo caduto per Roma repubblicana, suo fratello Pietro, suo padre Francesco, suo cugino Enrico, sua madre Teresa.
Poiché il Risorgimento ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell'emancipazione femminile, non potevano mancare le donne, molte delle quali impegnate nel soccorso dei feriti o nel disinnesco delle bombe, ma anche combattenti.

Cinzia Dal Maso è una giornalista e scrittrice romana, membro del comitato scientifico dell'Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi". È direttore responsabile della rivista culturale on-line www.specchioromano.it. Collabora a giornali e riviste.
È autrice dei libri Colomba Antonietti. La vera storia di un'eroina, Roma, Edilazio 2011 e La Repubblica dei romani, Roma, Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi", edizioni Dunp edizioni.
Tra i saggi pubblicati nei Quaderni Storiografici dell'Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi": Paolo Narducci, anche in estratto; Il busto di Giacomo Pagliari sul Gianicolo, vittima dell'ignoranza; Gli allievi volontari di Menotti Garibaldi (1881) (monografia); Girolamo Malloni, il lupo di fiume garibaldino.

Informazioni, orari e prezzi

Ore 17.30

Ingresso libero fino a esaurimento posti 

Info:
tel. 060608 
info

Dove e quando

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