Psicologia ed ecologia nella Fiaba

La Fiaba è un racconto fantastico di origine popolare, di solito privo di un intento morale esplicito, tramandato oralmente di generazione in generazione dagli uomini raccolti attorno al fuoco e dalle donne intente a filare. I risvolti psicologici contenuti nelle Fiabe antiche e in quelle moderne sono numerosi e complessi, tanto quanto lo sono gli archetipi fiabeschi che esprimono i processi psichici dell'inconscio collettivo. Inoltre, riveste notevole importanza il ruolo svolto sia dall'elemento femminile sia dal Viandante, il viaggiatore per eccellenza che attraversa il mondo per scoprire, conoscere e condividere esperienze con i popoli incontrati. Nell'Universo Fiabesco la Natura è sempre presente così come lo sono la sfera dell'invisibile e l'insieme degli Elementali della Natura, tutte quelle creature del "Piccolo Popolo" (Fate, Janas, Gnomi, Folletti, Nanetti, Ondine, Ninfe e Driadi) che nascono da uno dei quattro elementi: Terra, Acqua, Fuoco e Aria. Quindi, nella Fiaba popolare la magia è ovunque, dà vita anche alle cose inanimate, fa parlare gli animali e pervade ogni essere.
Il Romanzo fiabesco MAMMOY di Patrizia Boi tratta tutti questi temi, promuove la sostenibilità e l'educazione ambientale, e si innesta nella contemporaneità per affrontare tematiche concrete e attuali come l'ecologia, la monogenitorialità e la tecnologia, cercando di superare l'annosa dicotomia tra Scienza e Spiritualità attraverso il dialogo tra i due emisferi del cervello. Ma, soprattutto, pone l'accento sulla necessità di condurre l'uomo moderno, imprigionato come un Robot nelle sue infinite programmazioni, verso la liberazione del suo Sé Superiore – come direbbe Sant Germain – il suo IO SONO. Ogni capitolo ha per protagonista una Pianta Aromatica ed è ambientato in un luogo particolare, scelto perché vi è un Paesaggio Naturale, un Sito Archeologico, un Bene Culturale o semplicemente per la sua intensa Bellezza. Come una fiaba nella Fiaba, i protagonisti di MAMMOY si muovono nella storia secondo gli antichi valori di Uguaglianza, Fratellanza e Libertà, che in tutti i tempi hanno permeato ogni Fiaba.
Il fulcro del mondo narrato da Lug è la Sardegna Arcaica, ma nel corso della storia si dipanano vicende che coinvolgono altre terre che si affacciano sul Mediterraneo quali Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Liguria. Sullo sfondo di queste terre, mito e storia, magia e scienza, archetipi e metafore, passato e futuro sono gli ingredienti che rendono straordinarie le avventure in cui Catorchio diventerà molto più di un passivo ascoltatore, acquisendo autonomamente la capacità di interagire con cose e persone. Con lui, alla scoperta di luoghi sconosciuti e talvolta dimenticati, una compagnia eterogenea che man mano si arricchisce di nuovi compagni di viaggio: il lucano Cletus, un ragazzo allegro e apparentemente spensierato, il genovese Gianguido, borbottone, pauroso e "mugugnoso", e infine, la saggia Kalika, la Profumiera dell'Isola di Katai, con la sua femminilità ancora selvaggia e potente.
Intorno alle parole e alle rime del libro danzano liberamente le illustrazioni di Niccolò Pizzorno che ha provato a osservare il mondo con gli occhi di Catorchio: con quello sguardo ancora acerbo, frammentato, che è in grado solo in parte di vedere i colori. E proprio in quello stacco geometrico fra il colore e il bianco e nero ha colto l'essenza di uno spirito in trasformazione.
Mercoledì 4 marzo, si parlerà di psicologia ed ecologia nella Fiaba antica e contemporanea con Dora De Stefano, Direttore della Scuola di Counseling "L'arte di essere felici", Giovanna Sorbelli, Presidente dell'Associazione Eudonna, ClaudiaBisceglia, Direttore della casa editrice dei Merangoli e l'autrice. Letture di alcuni brani scelti a cura degli attori Alessandro Pala Griesche e Germano Di Mattia. Performance "vocale/corale" di Silvia Riccio musicoterapeuta della'Associazione MusicaMente.

Sarà anche l'occasione per visitare la Biblioteca "Moby Dick", la grande balena della cultura, uno spazio culturale polifunzionale realizzato dalla Regione Lazio, in collaborazione con l'Università Roma Tre e Laziodisu, attraverso la riqualificazione degli ex bagni pubblici del quartiere Garbatella. Questi spazi, progettati e realizzati dall'architetto Innocenzo Sabbatini nei primi anni del Novecento, ospitavano i servizi igienici pubblici del quartiere e, nel corso del tempo, diventarono anche un luogo di ritrovo, di socializzazione e perfino di cospirazione contro il regime fascista.


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