Il ritratto di Roma nel settecento

La rivista internazionale “Studi sul Settecento Romano” (Sapienza-Università di Roma), della quale è ideatrice, curatrice e direttrice scientifica Elisa Debenedetti, è giunta al trentesimo numero, alternando puntualmente volumi dedicati alla cultura e alla produzione artistica settecentesca: quali le monografie su Villa Albani, sui palazzetti romani, sulla scultura, sugli architetti-ingegneri di età napoleonica e sul collezionismo non solo di importanti famiglie romane, ma di artisti e personaggi del ceto borghese.

A delineare il ritratto di un secolo che fece del gusto una legge assoluta e di Roma il teatro internazionale della nascita del Moderno, sono ora i due nuovi numeri (i volumi 29 e 30, per le Edizioni Quasar) che verranno presentati, giovedì 11 dicembre 2014 alle ore 17.00 presso la Sala del Tempio di Adriano (Roma, piazza di Pietra), da Luciano Arcangeli, Adriano La Regina, Mario Lolli Ghetti, Maria Concetta Petrollo Pagliarani alla presenza di Elisa Debenedetti:

Artisti e artigiani a Roma dagli Stati delle anime del 1700, 1725, 1750, 1775 vol. III e

Antico, Città, Architettura dai disegni e manoscritti dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte vol. I

Il numero 29, Artisti e artigiani (vol. III), in prosecuzione dei numeri 20 e 21, dedicato ad artisti e artigiani residenti nei rioni Trevi, Colonna, Monti, Regola e Ponte, si fonda sui Registri parrocchiali del prezioso Archivio Storico del Vicariato di Roma.

La ricerca crea una sorta di anagrafe, non solo degli artisti importanti ivi residenti (Giovanni Battista Contini, Carlo Stefano Fontana, Gerolamo Theodoli, Carlo Maratti, Pompeo Batoni, Luigi Valadier), ma anche di una molteplicità di presenze diverse, come battilori, capomastri, colorari, doratori, falegnami, ebanisti, ricamatori; e, con l’aiuto di note esplicative, è tesa a ricostruire una trama di eventi in cui prende corpo la dimensione familiare e quotidiana della storia, restituendo il volto di una città vivace e ricca di fermenti quale era la Roma settecentesca.

Inoltre, attraverso un’indagine solo apparentemente minore, rende possibile sia definire la storia socio-economica del tessuto urbano individuando le aree dove si esercitarono le varie attività dovute anche alla presenza del ceto nobiliare, sia raccogliere una messe di utili informazioni che sottolineano una volta di più la complessa metodologia che è alla base dei “Quaderni” del Settecento Romano.

Il numero 30, Antico, Città, Architettura (vol. I), apre una nuova serie intesa ad indagare gli aspetti della Città attraverso la preziosa Collezione Lanciani, ora raccolta in una Sala al quinto piano della BiASA che ne ha conseguito l’uso illimitato, ma di proprietà dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.

Accanto al nucleo denominato “Fondo antico” e al lascito di Corrado Ricci entrato a far parte della Biblioteca nel 1934, il materiale raccolto in manoscritti di carattere monografico e in cartelle ordinate per tema da Rodolfo Lanciani, si presenta straordinariamente ricco e altrettanto bisognoso di un’attenzione particolare, che permetta di dipanare i talvolta misteriosi suggerimenti dello stesso Archeologo: quasi una lezione di cui ci si debba render conto “sul campo”.

Saranno tre i numeri della Rivista dedicati a questa magistrale collezione, che troveranno il loro punto culminante in un catalogo di disegni da mettere in rapporto con quelli raccolti da Thomas Ashby, recentemente pubblicati a cura della Biblioteca Apostolica Vaticana. Si tratta infatti di due fondi ottocenteschi affiancabili e di grande interesse ai giorni nostri e nella nostra Città, poiché riguardano quel particolare momento storico in cui archeologi e antichisti si avvalgono di testimonianze figurative moderne per i loro studi, raccogliendo piccoli sketchs o disegni finiti che raffigurano luoghi o aree geografiche di loro interesse.

L’attenzione, in questo primo volume, si concentra su artisti italiani e non, tra la fine del XVII e l’inizio del XIX secolo, prendendo in considerazione fogli tecnico-architettonici, progetti reali o ideali e disegni vedutistici di Ferdinando Galli Bibiena, Jean Chaufourier, Johann Daniel Preißler, Carlo Marchionni, Angelo Uggeri, Raffaele Stern, Giuseppe Valadier e Dominique Vivant Denon.


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