"Poemetti per Negrura"

Quello attraverso cui ci conduce Arnaldo Ederle, con questo suo ultimo libro, è un viaggio all’apparenza molto semplice, come lascia intendere l’aspetto creaturale di Negrura, una giovane donna di colore, il cui nome di fantasia ispira anche i poemetti che seguendo il primo, compongono l’intero corpus del libro. Attraverso una ricerca di definizioni che rendano al lettore questo incontro tra l’ispirazione del poeta e ciò che serba ancora di bello la fragilità dei deboli, Ederle ci accompagna nel luogo ritrovato di un lirismo mite ma nello stesso tempo profondo e necessario.

Qui siamo al cospetto di un poeta lirico, che si rifà a una visione del dolore e della bellezza attraverso una fede incontrollabile nell’umanità della parola, fede nell’avallo di cui essa è ancora ritenuta capace. Sorprende come una novità il fatto che tutto questo si attui così chiaramente in una scrittura poetica contemporanea, per quanto i libri precedenti di Ederle fossero allo stesso modo il risultato di un lirismo tanto solido quanto genuino. In queste pagine, c’è di che sentirsi straordinariamente vicini a quei materiali della miseria attraversando i quali, sotto la guida del poeta, si immagina l’affastellare di oggetti fuori corso, concreti e non, ma ancora buoni a una qualche utilità marginale rispetto alla centralità dell’immediato, una sorta di moneta sentimentale, un peculio sciolto da qualsiasi avvenire che si accosta a quel poco limitrofo al niente, tanto somigliante al vivissimo silenzio che formula il grado più intenso della poca, quasi nessuna parola, che ci voglia per esprimere il necessario in poesia.

“La bellezza di Negrura (che ovviamente è un nome fittizio) diventa quindi il simbolo della bellezza stessa, non certo carnale ma neppure spirituale o stilnovistica; diventa insomma una specie di fantasia filosofica estetica, che il poeta segue senza mai cercare di forzare il racconto, ma semplicemente cercando di ascoltare la sua ispirazione più genuina, in assoluta libertà da qualsiasi vincolo letterario, in un rapporto serrato con la parola che viene cercata nell’ascolto”. G. Lucini

Arnaldo Ederle ha insegnato per diversi anni Linguistica presso l’Università di Verona e Lingua Inglese nella Scuola Secondaria. Ha pubblicato: Le pietre pelose ben osservate (Verona, Ferrari, 1965), Vocativi e querele (Milano, Il Trifoglio, 1981), Partitura (Milano, Guanda, 1981), Intermittenze (Malaga, Caffarena, 1981), Il fiore d’Ofelia (Milano, Società di poesia/Bertani Ed, 1984), La chiesa di Santa Anastasia (Verona, Office Automation, 1992), Contrechant (Mondadori, Almanacco dello Specchio n.14,1993), Paradiso (Udine Campanotto, 1994), Il caso Tramonto, racconti 1974-78 (Udine, Campanotto, 1995), Cognizioni affettive (Roma, Empirìa,2001), Arcipelaghi (Ascoli Piceno, Grafiche Fioroni, 2002), Sostanze (Verona, Bonaccorso, 2004), Varianti di una guarigione (Roma, Empirìa, 2005), 10 Divagazioni sul corpo umano (Mondadori, “Almanacco dello specchio” 2008), La luce dei cristalli, scritti critici (Verona, Bonaccorso Ed. 2008), Stravagante è il tempo (Roma, Empirìa, 2009, finalista prima rosa al Premio Viareggio-Repaci, 2009), Sandwich, romanzo (Verona, Bonaccorso, 2010), Frammenti imprevisti, Antologia della poesia italiana contemporanea, a cura di A.Spagnuolo (Kairòs Ed. 2011), Poeti e poetiche a cura di G.Lucini (CFR Ed. 2012), Vocativi e querele, 2^ ediz. (Piateda, CFR ediz., 2012), Negrura (Piateda, CFR ediz. 1912), Poemetti per Negrura (Piateda,CFR Ed.2013). Oltre ad aver tradotto da G.d’Aquitania, J.Clare, S.J.Perse, M.Maeterlinck, ha curato e tradotto per Guanda due libri di prosa: Ombre italiane di Vernon Lee (Biblioteca della Fenice, 1988) e Amanti assassinati da una pernice di F.García Lorca (Quaderni della Fenice, 1993). È stato tradotto in spagnolo, inglese, olandese. Scrive per “L’Arena”, “Il giornale di Vicenza” e “Bresciaoggi”. Collabora a “Poesia” di Milano.

L’Associazione PoEtica Fondo Librario di Poesia Contemporanea resenta la raccolta di Arnaldo Ederle "Poemetti per Negrura" (CFR, 2013). Dialogano con l’autore: Elio Pecora, Gianmario Lucini. Incontro a cura di Viviana Scarinci.


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