Nel libro Ugo Forno. Il partigiano bambino , Felice Cipriani, giornalista, biografo ufficiale di Forno e coordinatore dell'associazione a lui dedicata, racconta la storia del piccolo grande eroe, tracciando un vivido spaccato di quegli anni di guerra e privazioni. 
Una Roma che ora può sembrare inverosimile, in cui i ragazzini giocavano nei campi vicino alle case, in cui all'esultanza per l'armistizio dell'8 settembre del 1943, subentrano la paura e le privazioni di una dura battaglia per scacciare le truppe tedesche dalla Capitale.
Ugo Forno è solo un ragazzino, ma si rende conto del momento storico che sta vivendo e sente forte l'impegno dei genitori per nascondere i soldati italiani dalle ritorsioni delle truppe nemiche, anche a rischio della loro vita.

Così quel 5 giugno del 1944, quando capisce che è arrivato il momento di entrare in azione, Ugo Forno non ha esitazioni.

Le truppe Alleate stanno entrando a Roma. Il dodicenne vede i tedeschi che stanno posizionando l'esplosivo sul ponte dell'Aniene per farlo saltare. Si tratta di una via di comunicazione essenziale per l'avanzata degli Alleati: bisogna impedire quel sabotaggio. Ugo Forno lancia l'allarme, imbraccia le armi nascoste in una grotta e, insieme a un piccolo gruppo di contadini, comincia a sparare, costringendo i tedeschi a rinunciare all'impresa. Ma nel combattimento una scheggia sollevata da un colpo di mortaio lo colpirà al cuore, uccidendolo.

Il corpo del dodicenne è stato avvolto nel Tricolore italiano, perché tutti i presenti hanno fin da subito testimoniato l'eroico coraggio di Ugo Forno. Un piccolo eroe che per lungo tempo è stato dimenticato, se consideriamo che la Medaglia d'Oro alla Memoria gli è stata conferita solo nel 2013.

Informazioni, orari e prezzi

Ore 18:00 

Ingresso libero

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