Uno sguardo non esaustivo, ma indicativo su una generazione

Uno sguardo su una stagione dell'arte in Italia compresa cronologicamente tra il penultimo decennio del 900 e l'avvio di quello successivo piuttosto vicina ai nostri giorni, ma sufficientemente matura per essere considerata con la giusta distanza.

Ecco cos'è #80| #90. Uno sguardo naturalmente non esaustivo ma, quanto meno, indicativo su una generazione che si delinea attraverso il lavoro di dieci autori nati tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso: Alfredo Aceto (Torino, 1991), Lupo Borgonovo (Milano, 1985), Benni Bosetto (Milano, 1987), Giulio Delvè (Napoli, 1984), Alessandro Di Pietro (Messina, 1987), Andrea Kvas (Trieste, 1986), Nicola Martini (Pontedera, 1984), Namsal Siedlecki (Greenfield, 1986), Alessandro Vizzini (Cagliari, 1985) e Andrea Zucchini (Brescia, 1987), infatti, appartengono ad una fase storica e sociale comune che ciascuno di loro interpreta a proprio modo attraverso linguaggi, tecniche e contenuti differenti. Ne deriva un panorama creativo decisamente articolato ove, tranne qualche orientamento comune (una certa attenzione nei confronti del rapporto tra individuo e nuove tecnologie, un'analisi delle leggi scientifiche che regolano la vita dei materiali, un rinnovato interesse per la figura umana) l'eterogeneità prevale su una visione comune della realtà, in sintonia con la molteplicità di intenti che caratterizza il tempo presente.

Con Alfredo Aceto (Torino, 1991), Lupo Borgonovo (Milano, 1985), Benni Bosetto (Milano, 1987), Giulio Delvè (Napoli, 1984), Alessandro Di Pietro (Messina, 1987), Andrea Kvas (Trieste, 1986), Nicola Martini (Pontedera, 1984), Namsal Siedlecki (Greenfield, 1986), Alessandro Vizzini (Cagliari, 1985) e Andrea Zucchini (Brescia, 1987)


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