Performance e installazione tessile di Thomas De Falco

Performance e installazione tessile dell'artista, uno dei pochi in Italia a lavorare manualmente mediante la pratica del "wrapping", che ha origine dall'arte antica della tessitura di arazzo a telaio verticale. La performance, curata da Laura Cherubini, è costituita da tre momenti distinti. Davanti all'altare principale del 9 a. C., una donna seduta su una sedia da arbitro indossa un lungo abito a campana di colore bianco, appositamente realizzato per l'occasione. Sotto questa lunga veste si celano dei musicisti – un violino e un flauto traverso – che accompagneranno con i loro suoni tutta la performance. Dall'abito bianco si dipanano nello spazio circostante lunghi wrapping, realizzati in seta e cotone. Nel secondo quadro, dietro l'altare, si trovano un uomo e una donna distesi a terra sul marmo. Il terzo quadro è collocato nell'auditorium del Museo, al centro del palcoscenico, dove è posto un enorme wrapping che avvolge, dalla vita al piedi, i corpi di due modelli, posizionati uno con l'altro di schiena, a formare una sorta di grande bozzolo tessile, di trama e ordito, che li comprende e, contemporaneamente, li separa. Il wrapping rappresenta per De Falco una sorta di radice dolorosa che, partendo dal profondo dell'artista, fluisce esternamente in un fiume emozionale carico di significati.


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