La splendida favola dell'attrice che ha attraversato tutte le stagioni del nostro cinema

Attraverso foto di scena, locandine, fotobuste, manifesti, libri e brochure, tutti rigorosamente originali, la mostra RITRATTO DI UN'ATTRICE: ALIDA VALLI – a cura dell'Associazione Teatro Antico - racconta la splendida favola di Alida Valli, che ha attraversato, in oltre cinquant'anni, tutte le stagioni del nostro cinema. Da grande diva dei telefoni bianchi a star di enorme successo internazionale.

La mostra - a cura di Giulio D'Ascenzo ed Elisabetta Centore - si concentra in particolar modo sui primi trent'anni di carriera dell'attrice dal 1935 al 1965.

Alla mostra sarà affiancata una rassegna - in collaborazione con il CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA – CINETECA NAZIONALE - per ricordare la grande attrice scomparsa nel 2006:

Lunedi 3 aprile ore 19.00

Inaugurazione della mostra ALIDA VALLI RITRATTO DI UN'ATTRICE: ALIDA VALLI

19.30 Da Siamo donne episodio Alida Valli di Gianni Franciolini (Italia, 1953)

Domenica 16 aprile ore 17.00

Piccolo mondo antico di Mario Soldati Italia, 1941

Lunedi 17 aprile ore 17.00

La luna di Bernardo Bertolucci Italia, USA, 1979

Alida Valli esordisce giovanissima sul grande schermo, interpretando fin dall'inizio ruoli da protagonista e diventando ben presto l'attrice simbolo del cinema italiano del periodo fascista, lavorando in film come Manon Lescaut (1939) e Ore 9: lezione di chimica (1941).

La sua versatilità la impone anche in ruoli drammatici: Luisa in Piccolo mondo antico di Mario Soldati - premio speciale del conte Giuseppe Volpi di Misurata come miglior attrice italiana dell'anno Festival di Venezia e Eugenia Grandet nell'omonimo film di Mario Soldati - Nastro d'Argento come miglior attrice.

Nello stesso anno si trasferisce a Hollywood su invito del produttore Selznick che vorrebbe farne la Ingrid Bergman italiana; appartengono a questo periodo: Il caso Paradine di Alfred Hitchcock, Il miracolo delle campane di Irving Pichel, ed Il terzo uomo (1949) di Carol Reed.

Nel 1951 torna in Italia e pochi anni dopo fornisce una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Luchino Visconti, Senso (1954).

La sua fama si consolida sotto la direzione di registi quali Gillo Pontecorvo (La grande strada azzurra, 1957), Franco Brusati (Il disordine, 1962), Pier Paolo Pasolini (Edipo re,1967). Viene richiesta anche da registi stranieri molti dei quali francesi. Negli anni settanta si dimostra un'attrice molto versatile, lavorando con Valerio Zurlini in La prima notte di quiete (1972) accanto ad Alain Delon, Mario Bava in Lisa e il diavolo (1972), Bernardo Bertolucci in La strategia del ragno (1970) e nel kolossal Novecento (1976).


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