Venticinque sculture tra le antiche mura della via Biberatica e le tabernae dei Mercati di Traiano

La mostra segna il ritorno a Roma di Bruno Liberatore, artista impegnato nella ricerca del dialogo tra le sculture e il contesto, ora alla prova con un monumento antico di grande suggestione ambientale.

I rapporti conflittuali, ma sempre affascinanti, tra uomo e ambiente sono rappresentati attraverso le forme e i volumi, innovativi e lontani dalla plastica figurativa, di Bruno Liberatore, una delle personalità più originali sulla scena della scultura italiana contemporanea.
Composizioni astratte che evocano associazioni con la natura viva, immaginata non come sfondo di un evento ma come stessa “sostanza di scultura”.
Sono venticinque le sculture, anche di grandi dimensioni, del Maestro - alcune recentemente realizzate, altre già esposte - a dialogare con le antiche murature della via Biberatica e nelle tabernae dei Mercati di Traiano, in una collocazione ideale e di straordinaria suggestione.

Le opere, realizzate in grandi dimensioni in bronzo, ferro e terracotta, occupano il percorso esterno dei Mercati di Traiano rivolto verso i Fori Imperiali e il Campidoglio, “uscendo” dal suolo e sviluppandosi verso l’alto, entro gli spazi delimitati dalle murature antiche e in stretto rapporto con esse.


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