La Mostra offre una ricca panoramica sul Teatro di figura con numerosi burattini, marionette e ombre provenienti da diversi Paesi orientali, esposti accanto a preziosi esempi della tradizione italiana. Gli oggetti provengono dalla storica raccolta di Maria Signorelli, eccezionale artista di grande sensibilità, che nel 1947 fondò la Compagnia “l’Opera dei Burattini” cui collaborarono, tra gli altri, Roman Vlad, Ennio Porrino, Alfredo Casella, Ennio Moricone per le musiche, Toti Scialoja, Ruggero Savinio, Paolo Tommasi per
le scenografie, Lina Wertmüller, Carlo Verdone tra gli attori. Oltre a creare centinaia di burattini, Maria Signorelli, comprendendo il valore di questa forma d’arte che andava scomparendo, acquistò interi fondi, formando così una tra le più importanti collezioni private al mondo.
Gli oggetti sono disposti per sezioni tematiche allestite in diverse sale del Museo: nelle prime viene illustrata la figura di Maria Signorelli con l’esposizione di alcuni fantocci, in particolare Margherita, Faust e Mefistofele, realizzati per il Faust di J.W. Goethe del 1933, e di burattini, tra i quali quelli per “La scoperta dell’America” di Cesare Pascarella per la regia di Lina Wertmüller, 1951.
Una piccola ma significativa sezione vuole offrire uno sguardo sulla produzione italiana: da
segnalare alcune marionette della Compagnia dei Piccoli di Vittorio Podrecca, due “teste di legno” dell’emiliano Emilio Frabboni, un pupo pugliese e alcune piccole marionette triestine.
La produzione del teatro di figura del Sud est asiatico è ben rappresentata dalle raffinate yokthepwe birmane, dai caratteristici burattini wayang golek e soprattutto da numerose sagome: wayang kulit (sagome in pelle da Giava e Bali), wayang klitik (sagome in legno giavanesi), ombre malesi (wayang kulit siam o kelantan) e thailandesi (nang talung e nang yai).
La Cina è presente con numerose piccole ombre databili fra gli anni Quaranta e Ottanta del secolo scorso: fra le figure maschili si possono riconoscere personaggi tratti dal ciclo del romanzo Xi you ji “Viaggio verso Occidente”. Inoltre sono esposti anche una dozzina di piccoli burattini cinesi, alcuni dei quali del ciclo letterario del romanzo “Il sogno della camera rossa”.
Particolarmente affascinanti tre sagome dall’India di grandi dimensioni, molto curate nei dettagli; le marionette appartengono alla tradizione del teatro kathputli, tipico del Rajasthan (India nordoccidentale) caratterizzato da personaggi con i tratti marcati e vesti variopinte.
Alcune ombre e carte ritagliate illustrano il personaggio di Karagöz, un briccone a volte volgare e folle, la cui origine non è certa e che dal XIV secolo si diffuse in tutte le regioni dell’Impero Ottomano, assumendo tratti diversi a seconda delle tradizioni locali: sarà Karakuz in Tunisia, Karacouche in Algeria, Araguz in Egitto, Caraghios nei Balcani e Karagiozis in Grecia.
Il materiale in mostra ben si presta per sviluppare un percorso didattico che faccia conoscere le tradizioni della nostra e di altre culture e che evidenzi le strade che - attraverso bivi, pause e ampie deviazioni - uniscono l’Oriente e l’Occidente. Sarà il Karaghioz, personaggio che si prende gioco dell’autorità, come Giufà e Pulcinella, a costituire un ponte tra le varie culture? Sarà l’Ali Babà della tradizione persiana, simbolo dell’uomo che senza fatica passa dalla miseria alla ricchezza? O sarà la più moderna e forse la più nota delle marionette, il bugiardo Pinocchio a condurre i visitatori in un mondo in cui è proprio la finzione a rappresentare la realtà? Oppure saranno i personaggi del teatro delle ombre ad introdurre al complesso tema del concreto e dell’apparente? Per la valenza interculturale del progetto, la mostra ha ottenuto l’approvazione e il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, (Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione), di Roma Capitale (Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità), e dell’Ambasciata di Turchia a Roma.
Visite guidate e attività di laboratorio destinate al pubblico scolastico sono state strutturate per favorire al massimo la partecipazione del pubblico e offrire spunti di riflessione da sviluppare in classe.
Informazioni, orari e prezzi
Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’
Palazzo Brancaccio
Visite guidate gratuite:
domenica 22 dicembre, 5 e 19 gennaio, 2 e 16 febbraio, 2 marzo h 11,00 sabato 11 e 25 gennaio, 8 e 22, 1 marzo h. 17,00 giovedì grasso 27 febbraio h. 17,00
Orari: Mart.,Merc., Ven.: 9,00-14,00;
Giov., Sab., Dom e Festivi: 9,00-19,30
Lunedì chiuso
Biglietto intero:
€ 6,00; ridotto € 3,00;
ingresso gratuito per i minori di anni 18 e per gli over 65
Sito web
Collegamenti:
Metro A (Vittorio Emanuele);
Metro B (Cavour)
Bus linee 16, 70, 71, 649,714;
Tram linea 3
Dove e quando
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