La mostra Démasqué di Gian Luca Gentili apre le porte il 14 aprile alle ore 18:00 presso la galleria Plus Arte Puls, in Viale Giuseppe Mazzini 1.
Il progetto riunisce una nuova serie di lavori in cui il volto diventa il centro di una riflessione sull'identità, sulla memoria e sul momento in cui ciò che nascondiamo finisce inevitabilmente per emergere. Le opere si muovono in un territorio sospeso tra figura e astrazione, presenza e assenza, mettendo in scena una tensione continua tra costruzione e disfacimento.
I volti dipinti da Gentili non cercano la somiglianza o il ritratto realistico: sono frammenti emotivi, apparizioni, maschere che si incrinano. Ogni tela sembra custodire un dialogo interiore, una traccia di qualcosa che resta, anche quando non è più visibile.
"È un'esposizione dal taglio profondamente intimo, che l'artista ha voluto dedicare al padre, scomparso recentemente. In questo progetto, l'anima poliedrica di Gian Luca – che nella vita è architetto, insegnante, DJ e surfista – emerge con prepotenza, mescolando il rigore della costruzione, la cura verso gli altri tipica di chi insegna, il ritmo serrato della musica e l'energia fluida delle onde in un unico linguaggio visivo. Il titolo stesso della mostra, 'démasqué', che in francese significa 'smascherato', offre la chiave di lettura perfetta per entrare nel suo mondo. I volti che popolano le sue opere, infatti, non intendono essere ritratti fedeli, ma si comportano piuttosto come delle maschere. Gian Luca ci invita a riflettere su cosa succede quando queste barriere cadono e ci sveliamo per ciò che siamo realmente, esplorando il confine sottile tra apparenza e essenza.
Questo continuo svelarsi e nascondersi prende vita attraverso una tecnica pittorica estremamente fisica, energica e istintiva. L'artista affronta la tela in un vero e proprio corpo a corpo, lavorando spesso a terra, stende il colore in modo materico e deciso utilizzando grandi spatole, per poi intervenire con pennelli sottili e getti di bomboletta spray. È un processo fatto di strati sovrapposti, di linee intricate che sembrano graffiare la superficie e di colori spessi che ricordano l'energia cruda dell'arte urbana. Senza voler per forza citare maestri troppo ingombranti o stili precisi, si percepisce chiaramente nelle sue opere un'attitudine molto libera e viscerale, tipica di un'arte che non segue regole rigide ma che nasce e si sviluppa 'di pancia'. I volti appaiono come spezzati e ricomposti, carichi di vibrazioni e di un linguaggio segreto.
In definitiva, questa mostra si trasforma in un coro silenzioso di sguardi: ogni maschera dipinta diventa un frammento di memoria, un modo per elaborare il dolore della perdita recente e per celebrare l'impronta di chi ci ha amato. Con questo progetto, l'artista compie un atto di coraggio mettendosi a nudo, dimostrandoci come l'arte possa trasformare il vuoto di un'assenza in un ricordo vivo e potentissimo." — Stefano Compagnucci.
La mostra si presenta così come un percorso emotivo e visivo, in cui il gesto pittorico diventa un modo per attraversare il dolore e trasformarlo in presenza. Attraverso superfici dense, segni stratificati e volti che sembrano emergere e scomparire nello stesso istante, Démasqué invita lo spettatore a confrontarsi con ciò che resta quando ogni maschera cade.
L'inaugurazione si terrà il 14 aprile a partire dalle ore 18:00 presso Plus Arte Puls e proseguirà il 15 aprile dalle 17:00 alle 20:00.
Informazioni, orari e prezzi
Viale Giuseppe Mazzini 1, Roma
Ingresso libero
gianlucagentili.art@gmail.com
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