Filieri, Montani, Sonego. Nuove acquisizioni per il Museo H. C. Andersen

Saranno in esposizione, fino al 6 maggio, le opere di tre artisti contemporanei, in parte acquisite dal Museo nel 2017 grazie a un finanziamento della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane per l'anno 2016 e in parte realizzate su committenza del museo. Alfonso Filieri, Matteo Montani e Nelio Sonego hanno preso le mosse dalla "carta", che qui non è solo il medium ma la vera protagonista delle creazioni fantasiose, poetiche e originalissime dei tre artisti.

La prima sezione si apre con l'opera a sei mani Libro della leggenda del rosso (2018), ispirato a frammenti del libro Il mio nome è Rosso di Orhan Pamuk, e comprende libri d'artista e opere a muro, su carta e su tela, esposte al primo piano e realizzate dai tre artisti per questa mostra.

La seconda sezione, in parte allestita al pianterreno nel Salone dei Gessi e in parte al primo piano, presenta le opere acquisite dal Museo H. C. Andersen a seguito di un bando e successiva selezione, conclusasi con l'acquisto di una installazione di Matteo Montani, Essere viventi (2014), già esposta nel museo in occasione di una sua personale nel 2014, costruita attorno alla grande Fontana della Vita realizzata da Hendrik Andersen fra il 1905 e il 1907 e di 11 libri d'artista di Alfonso Filieri e Nelio Sonego, anch'essi acquistati dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane sul Piano per l'Arte Contemporanea dell'anno 2016 per il Museo Andersen. A questa acquisizione si collega la presentazione di altri 13 libri d'artista della collezione Orolontano donati da Alfonso Filieri al Museo.

Una mostra dedicata alle immagini e alle parole che, nel loro teso e avvincente contrappunto, riportano in auge il più antico e affascinante degli adagi, l'oraziano ut pictura poesis, rimarcando il carattere sinestetico e metaforico dell'esperienza artistica. Libri d'artista che diventano così vere e proprie scatole magiche, raccolte di testi e immagini poetiche in cui i caratteri a stampa si mescolano con le tracce, le macchie e le campiture che gli artisti creano utilizzando le carte più diverse, dalle trame spesse o sottili, quasi trasparenti filigrane dove colori dalle mille sfumature si alternano alle pieghe e alle naturali crespature della carta generando un'altra scrittura e una sorprendente e singolare grammatica.

Mostra a cura di

Maria Giuseppina Di Monte


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