Uno spazio di riflessione intorno al tema dell'abitare

Il progetto - realizzato nel contesto di Metropoliz, spazio occupato nell'ex fabbrica Fiorucci a Roma - si focalizza con spinta poetica sulla realtà abitativa delle molte famiglie di varia nazionalità che lì vivono, attraverso la presentazione di 17 elaborazioni fotografiche, un video ed alcuni disegni.
L'artista, che ha incontrato gli abitanti nello loro case, instaurando un rapporto dialettico e di confidenza, ha scelto di realizzare dei ritratti di famiglia, sommando a ogni fotografia la planimetria del relativo appartamento. Ne esce una sovrapposizione tra la casa e i suoi abitanti che sottende l'appartenenza al luogo e una definizione di spazio domestico che si "scontra" e confronta con le caratteristiche tipiche della residenza.
De Luca ha misurato gli spazi, ha disegnato le piantine di case non accatastate e le ha archiviate, aggiungendo però a ogni disegno "un'appendice di desiderio", una stanza non esistente ma voluta, immaginata, sperata.
Attraverso la griglia planimetrica, l'artista simboleggia la liberazione e al contempo la prigionia, dando forma alla storia delle famiglie incontrate, da qui il titolo "Expatrie", dal francese expatrié, espatriato.
Expatrie, dunque, apre uno spazio di riflessione intorno al tema dell'abitare, dell'appartenenza, del rifiuto, attraverso un'espressione che è poetica e politica allo stesso tempo, che cerca l'aderenza al reale pur nel suo stato di sospensione visiva.


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