L'opera di Arianna Bonamore

“…Arianna Bonamore ha (ri)scoperto che l’opera ha la stessa forma dell’artista, ma non nel vecchio senso secondo cui l’opera racconta il vissuto, ma nel senso della demoltiplicazione: l’opera deve contenere tanti livelli e prospettive quanti ne contiene l’artista.
…Se nell’installazione al MAAM Arianna Bonamore ha lavorato sulla ripetizione e sulla serialità, quindi il progetto sembrava orientare la creatività, con l’opera di Interno 14 la sfida è rilanciata, così ciò che è organizzato, la matrice ripetuta, diventa la griglia con cui catturare anche l’esistenziale... Ogni elemento del quadro e della sua formazione sono inseriti in un gradus, in una procedura elettiva, in cui sia il formale che il simbolico, come l’immaginario e la composizione, sono sfruttati e incontrano la loro classificazione. Progetto e inventio viaggiano finalmente insieme, così nell’opera di Interno 14 la griglia coincide col simbolo.
…Tutto può essere innesco per l’arte, tutto può essere distrutto dal linguaggio. L’opera di Arianna Bonamore ci suggerisce che ogni lavoro di proiezione contiene un’essenza amorosa, un reciproco dedursi, che se mancasse vanificherebbe l’opera dal suo interno. Sta a noi meritare la visione, farla accadere, renderla ispirazione, viatico, e remunerarla con l’opera.” (Paolo Aita)

Il giorno 12 Febbraio 2015 alle 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “GRADUS” di Arianna Bonamore a cura di Paolo Aita.

L'iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell'associazione.


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