La Galleria Studio CiCo apre le sue porte a una riflessione intensa e stratificata sul concetto di territorio con la mostra collettiva "Il territorio in cui viviamo visto con gli occhi di ogni età, stato, etnia", a cura di Cinzia Cotellessa ed Elena Pietrangeli, progetto espositivo promosso con il patrocinio il sostegno del XV Municipio di Roma Capitale. In occasione dell'inaugurazione di venerdì 8 maggio, alle ore 18:00, interverrà l'Assessore all'Ambiente del XV Municipio Marcello Ribera, con una presentazione critica a cura del professor Piero Zanetov.
L'inaugurazione sarà alle ore 18:00 dell'8 maggio. Se in un tempo in cui i confini si ridefiniscono continuamente - geografici, sociali, culturali - la mostra si configura come uno spazio di attraversamento e ascolto, dove il territorio non è soltanto luogo fisico, ma organismo vivo, tessuto di relazioni, archivio di memorie e campo di trasformazioni.
Le opere di Ugo Angelini, Franco Bacci, Rita Belpasso, Anna Coppi, Clara Di Curzio, Doderao, Ele Ele, Pieralberto Faina, Paolo Ferroni, Ambra Feula, Franco Gloriani, Lucia Granati, Stefania Guiotto, Luciana Magnasciutti, Barbara Maresti, Olimpio Monticelli, Giuliana Pellacani, Elena Pietrangeli, Donatella Ricci Piccirilli, Anna Romanello, Maria Teresa Serra, Federica Virgili e Adrian Zamic offrono una costellazione di sguardi: intimi, politici, poetici, talvolta dissonanti. Ogni artista interpreta il territorio come esperienza personale e collettiva, dando forma a paesaggi interiori, mappe emotive e visioni che si intrecciano in un dialogo aperto. Ne emerge un racconto plurale, in cui la diversità non è elemento di distanza ma possibilità di comprensione reciproca.
«Questa mostra nasce dal desiderio di restituire complessità a ciò che spesso viene semplificato», afferma la curatrice Cinzia Cotellessa. «Il territorio non è mai neutro: è attraversato da storie, identità, conflitti e appartenenze. Gli artisti invitati non lo rappresentano soltanto, ma lo interrogano, lo abitano, lo trasformano in linguaggio. È uno spazio condiviso, ma mai uguale per tutti: e proprio in questa molteplicità risiede la sua ricchezza».
Accanto alla dimensione visiva, la mostra si propone come esperienza partecipativa, capace di coinvolgere lo spettatore in un processo di riconoscimento e ridefinizione del proprio rapporto con i luoghi. Ogni opera diventa così una soglia, un invito a sostare e a interrogarsi, a ripensare il senso dell'abitare e dell'appartenere.
La serata inaugurale sarà inoltre arricchita dalla performance dell'attrice Chiara Pavoni, intervento che amplificherà in chiave performativa i temi della mostra e aggiungerà un ulteriore livello di dialogo tra corpo, spazio e narrazione. La mostra che non si limita a raccontare il territorio, ma lo attraversa, come esperienza viva, e invita ogni visitatore a riconoscersi e a perdersi nelle infinite geografie dell'umano.
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