Diagnostica umanistica e tecnologico-scientifica per lo svelamento del falso nell'arte

La contraffazione è un fenomeno sempre più diffuso e aggressivo che inquina il mondo dell'arte creando consi- stenti danni sia economici che culturali. Per tutelare la bellezza dell'autentica creazione artistica di qualsiasi epoca, civiltà, area geografica, occorre perciò agire in maniera sistematica per formare, aggiornare e diffondere quei saperi mirati a sostenere la cultura della legalità.

Grazie alla pluriennale collaborazione in atto tra diverse Istituzioni, in particolare tra il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) e l'Università degli Studi Roma Tre, dal 22 novembre al 18 dicembre, presso il foyer dell'Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue, sarà visitabile gratuitamente una mostra che presenta i primi risultati dello studio interdisciplinare condotto da studenti, docenti ed esperti su un totale di 108 opere sequestrate dai Nuclei del Comando TPC dislocati sul territorio nazionale e concesse per studio dalle magistrature competenti. Di questa collaborazione è espressione il "Laboratorio del falso", istituito presso il Di- partimento di Studi Umanistici (DSU) – Università degli Studi Roma Tre, che opera in sinergia con Laboratori del Dipartimento di Scienze (Spettroscopia Raman, LIME, LASR3) dello stesso Ateneo, con enti esterni (INFN

– Laboratori Nazionali di Frascati, Roma, e Laboratori Nazionali del Sud, Catania; ArsMensurae), con Uffici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e nell'ambito del Distretto Tecnologico beni e attività Culturali (DTC) della Regione Lazio.

Sono stati coinvolti nello studio dei materiali, nella redazione degli apparati didattici e nella comunicazione dei contenuti della mostra, studenti e docenti di Master di secondo livello attivi presso l'Università degli Studi Roma Tre, Dipartimento di Studi Umanistici ("Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale" e "Strumenti scientifici di supporto alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale"), di Corsi di Alta Formazione attivi presso l'Università degli Studi Roma Tre, Dipartimento di Scienze ("Diagnostica per i beni culturali") e presso l'Università della Tuscia, Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo ("Storyteller e content curator. Strategie narrative per la valorizzazione del patrimonio culturale").

La diversa tipologia dei materiali falsificati, allusivi a cronologie e aree geografiche diverse (avori, superfici dipinte, leghe metalliche, pietre dure), ha richiesto approcci differenziati e propri sia della diagnostica umanistica che di quella tecnologico-scientifica.

Dalla falsificazione di reperti archeologici (ceramiche, bronzetti, monete, affreschi) a quella di famosi artisti contem- poranei, che rimandano allo sviluppo storico della cultura euro-mediterranea, fino alla più problematica valutazione della contraffazione di oggetti pertinenti all'area asiatica, il percorso della mostra propone 7 sezioni tematiche: 1) Un fenomeno da contrastare ad ampio raggio; 2) Autentici, falsi, pasticci; 3) Oltre i confini disciplinari: lo sguardo sull'o- pera e dentro l'opera; 4) La difficoltà di distinguere tra vero e falso; 5) Simulare cronologie, materiali e tecniche; 6) Danni culturali e danni economici del falso nell'arte: casi di studio; 7) Il "peggio" e il "meglio" tra i falsi in mostra. A chiusura della mostra si trova uno spazio dedicato a proiezioni in 3D di una selezione di falsi presenti in mostra, curata dal Laboratorio geocartografico "Giuseppe Caraci" del Dipartimento di Studi Umanistici -Roma Tre.

Un settore particolarmente rappresentato nell'attualità e, di conseguenza, anche in questa esposizione è quello dei falsi di arte contemporanea (dipinti su tavola, tela, carta, ricami, opere polimateriche) a firma degli artisti più diffusi sul mercato, come Balla, Sironi, Oriani, Burri, Schifano, Angeli, Festa, Boetti. La presenza di nuclei consi- stenti di opere a firma dello stesso artista, ha permesso un'analisi comparata dei dati. Una particolare attenzione è stata dedicata allo studio delle tecniche di esecuzione, compreso l'esame grafologico delle firme e di altre iscrizioni presenti sul retro di alcune opere, nonché alle ricerche d'archivio.

Attraverso la sintesi degli apparati didattici e la visione delle opere in mostra il visitatore potrà quindi cogliere gli aspetti principali di un fenomeno, complesso e insidioso, che bisogna conoscere per non farsi ingannare.

Nell'anno in cui si celebra il cinquantennale dell'istituzione del Comando TPC, la mostra vuole essere anche un'occasione di ulteriore riconoscimento di merito a questa struttura specializzata dell'Arma dei Carabinieri, non solo per le ben note azioni di recupero di beni trafugati e di sequestri di opere contraffatte, ma anche per il prezio- so contributo offerto allo sviluppo interdisciplinare della ricerca e della formazione universitaria sulle criticità del mondo dell'arte.

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R.S.V.P.

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(PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE)

In difesa della bellezza.

Diagnostica umanistica e tecnologico-scientifica per lo svelamento del falso nell'arte.

Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue Università degli Studi Roma Tre.

promossa da

Magnifico Rettore, Università degli Studi Roma Tre Prof. Luca Pietromarchi

Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale Gen.B. Roberto Riccardi

Progettata e curata

«Laboratorio del falso». Centro di studi per il contrasto alla falsificazione dei beni culturali e dell'opera d'arte - Università degli Studi Roma Tre, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Progettazione grafica: Laboratory Cultural Heritage

Università degli Studi Roma Tre, foyer dell'Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue Via Ostiense 234/236 – 00146 Roma (COLLEGAMENTO METRO B – FERMATA MARCONI)


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