InConscio è un progetto complesso e stratificato su più livelli di rappresentazione/narrazione. Prende spunto da un gioco di parole e di riscrittura della stessa. 

Una delle prime domande che ci si pone è: dove risiede il limite tra Conscio e Inconscio? Dov'è che inizia l'uno e finisce l'altro? Partendo dalla convinzione Junghiana per cui l'Inconscio è COLLETTIVO - e dunque ognuno  ha in sé una "matrice" che lo accomuna e lega indissolubilmente a tutti gli altri - il percorso artistico prende forma a partire dal concetto di Identità, un Identità "scientifica/antropologica" che porta con sé rigore e metodo, ma contemporaneamente un carico simbolico profondissimo e archetipo. 

Le dentature, i capelli, le orme digitali ed infine le ossa diventano il filo conduttore oggettivo,  reale, conscio dal quale ci si "perde e ritrova" nelle profondità dell'essere umano. Come succede per l'Inconscio anche il concetto d'Identità si sdoppia e rappresenta gli estremi, quello razionale e quello perdutamente onirico.

Dove e quando

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