Progetto di Antonio Fiorentino a cura di Marcello Smarrelli

Antonio Fiorentino espone per la prima volta una serie di opere realizzate dopo il suo soggiorno tra il luglio e l'agosto 2018 nelle isole Kiribati, stato insulare dell'Oceania composto da 33 isole sparse in un'area larga quattromila chilometri da est a ovest e duemila da nord a sud. 

Kiribati si trova sulla linea internazionale del cambio di data ed è il primo stato a salutare la nuova alba, il nuovo giorno, il nuovo anno: in qualche modo si può dire che "sia nel futuro". Ma il futuro di questo paese è apocalittico perché rischia di scomparire per sempre nell'arco di pochi decenni (secondo le previsioni entro i 30 o 50 anni), poiché l'innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale sta sommergendo a poco a poco il territorio delle isole.

Guidato da queste suggestioni, Fiorentino ha creato un gruppo di opere che descrivono il suo viaggio alla ricerca del futuro, cercando di rispondere ad un enigma irrisolvibile, in cui si sente l'eco, trasmutata dalla percezione di un giovane artista contemporaneo, di quel capolavoro straordinario di Paul Gaugin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (1897-98), considerato il suo testamento non solo artistico ma anche spirituale.

La linea del tempo a Kiribati perde il suo confine, permette distorsioni che hanno portato l'artista a "viaggiare nel tempo", in una dimensione sospesa e indefinita, casuale, in un continuo rimando volto a valutare la prospettiva a seconda della direzione percorsa. Così, l'idea di futuro perde la sua connotazione tradizionale, il suo dualismo, positivista o catastrofista, per lasciare spazio a nuove e più libere interpretazioni.

Nell'ambito di Grand Tour Contemporaneo, programma di mostre ed eventi dedicati all'arte contemporanea italiana promosso dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, lunedì 15 aprile 2019 è presentato in anteprima il video dal titolo Kiribati, realizzato dall'artista sull'isola.

Il video, esposto nello Spazio Molini situato nei sotterranei del Pastificio Cerere, recentemente recuperato a seguito dei lavori di risistemazione dell'antico mulino della ex fabbrica di pasta, completa il percorso della mostra.

Il progetto è realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura".


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma