Un progetto interdisciplinare di Andrea Galvani a cura di Angel Moya Garcia

Cosa succede quando il campo magnetico di un corpo celeste si sposta? Quando il tempo perde unità, direzione e obiettività? Cosa accadrebbe se lo spazio d'improvviso si ripiegasse su se stesso, invertendo la sua struttura?

Concepito come un laboratorio aperto al pubblico, un ambiente esperienziale in continua e costante evoluzione è il primo appuntamento di "Dispositivi Sensibili", il progetto curato da Angel Moya Garcia che fino al 2022 porta al Mattatoio il lavoro di artisti la cui ricerca è incentrata prevalentemente sulla performance e sulle modalità in cui essa può formare — in modo stratificato e trasversale — lo sguardo dei visitatori.

La rigorosa ricerca di Andrea Galvani (Verona 1973, vive e lavora a New York e Città del Messico) prende forma dai più grandi interrogativi della storia e si nutre di quelle trasformazioni sociali, educative, politiche, ideologiche, tecnologiche e scientifiche che continuano a modificare inesorabilmente, e a volte invisibilmente, le condizioni della nostra vita quotidiana.

Il titolo della mostra è tratto del grimorio Shams al-Ma'arif wa Lata'if al-'Awarif (???? ??? ??????? ?????? ???????), Il libro del sole della gnosi e le sottigliezze delle cose elevate, scritto da Ahmad ibn 'Ali al-Buni (???? ??????) prima della sua morte nel 1225 d.C. Questo grimorio o libro di magia, generalmente inteso come il testo più influente del suo genere nel mondo arabo, si apre con una serie di complessi quadrati magici che dimostrano relazioni nascoste tra numeri e forme geometriche. Shams al-Ma'arif è stato scritto in un momento in cui scienza, matematica e magia erano strettamente collegate tra di loro. Per oltre 10.000 anni, l'uomo ha guardato al mondo visibile e intelligibile, scavando dentro il mistero e costruendo la sua eredità intellettuale attraverso l'osservazione, il calcolo e l'analisi di fenomeni che spesso venivano descritti e interpretati a metà tra logica e misticismo. Molte delle più grandi menti della storia della scienza occidentale hanno fatto parte di questo retaggio culturale: Galileo Galilei e Johannes Kepler erano avidi astrologi; Isaac Newton e Robert Boyle erano alchimisti. Nel suo rivoluzionario Systema Naturae (pubblicato per la prima volta nel 1735) Carl Linnaeus dedicò un intero capitolo all'ordine tassonomico delle creature mitiche, come l'idra e la fenice mentre per il grande medico Paracelso, la padronanza delle cure chimiche e magiche era cruciale per comprendere le malattie e il benessere.

La sottigliezza delle cose elevate si appropria di questo approccio visionario, pioneristico e transdisciplinare che il processo di ricerca scientifica incarna sin dai suoi albori, esaltandone l'ambito emotivo, spirituale e metafisico. In questa mostra, il Mattatoio non contiene solo un'articolazione ed estensione dei linguaggi matematici che trasformano, espandono e illuminano lo spazio architettonico, ma anche l'impegno fisico, intellettuale e psicologico che si cela dietro il processo di calcolo che costituisce l'architettura della nostra conoscenza collettiva.

Nella prima parte della mostra, i visitatori incontrano The Subtleties of Elevated Things, una performance prodotta in collaborazione con vari dipartimenti dell'Università La Sapienza di Roma. Andrea Galvani ha invitato un gruppo di studenti, laureati e dottorandi in varie discipline scientifiche a sviluppare calcoli e complesse analisi numeriche all'interno dello spazio, che viene da loro utilizzato quotidianamente come un Ateneo per tutta la durata della mostra.

L'epicentro della mostra è Instruments for Inquiring into the Wind and the Shaking Earth / Strumenti per indagare il vento e i tremori della terra, una monumentale installazione composta da un'intricata serie di sculture realizzate con luci al neon di equazioni matematiche che hanno letteralmente rivoluzionato la nostra comprensione della realtà.

Durante il primo giorno di apertura e in determinati momenti della mostra, un gruppo di vocalist e performers trasformano questa sala in un teatro cinetico che diventa un paesaggio sonoro, un'orchestra esperienziale di stimoli audio-visivi che attraversano l'intero spazio espositivo, testurizzandolo, interagendo con l'architettura, il lavoro e il pubblico.


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