Tornano ad essere visibili al pubblico sette sculture legate al contesto del lacus Iuturnae, la fonte di Giuturna situata nel Foro romano.
Tra le più importanti nell’antica Roma, le sue acque erano ritenute salutari.
L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma con Electa, riunisce le opere emblematiche legate al mito dei Dioscuri e si avvale della curatela scientifica dell’Istituto Nazionale di Archeologia e di Storia dell’Arte.
Il gruppo scultoreo dei due divini fratelli con i rispettivi cavalli e l’ara che sui quattro fronti riporta immagini legate alla loro leggenda, insieme ad una ieratica statua di Apollo e al puteale in marmo bianco del pozzo della sorgente. Il puteale riporta due iscrizioni che ricordano il magistrato Marcus Barbatius Pollio (I sec. a.C.), il quale lo dedicò a Giuturna. Iuturnai sacrum si legge, in riferimento alla ninfa con la quale i romani personificarono - come d’uso - la fonte sacra. I due miti del lacus Iuturnae sono collegati tra loro, in quanto la leggenda vuole che i Dioscuri siano apparsi ai romani per guidarli contro i Latini nella battaglia al lago Regillo (499 a.C.) per la difesa di Roma. Furono poi visti abbeverare i loro cavalli alla fonte di Giuturna e annunciare in città la vittoria.
La sorgente, che scaturiva ai piedi del Palatino tra il Tempio di Vesta e quello dei Castori (come i romani chiamavano i Dioscuri privilegiando il nome di uno dei due gemelli divini), fu individuata dagli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Più tardi, negli anni Ottanta, è stata oggetto di studio e ricerca da parte dell’Istitutum Romanum Finlandiae.
Il gruppo dei Dioscuri fu trovato in pezzi nella vasca della Fonte di Giuturna e in seguito ricomposto, come risulta evidente dall’attuale stato di conservazione, al punto da far supporre che le statue fossero state intenzionalmente colpite. La mostra ha offerto l’occasione di restaurare le opere esposte e risarcire le lacune con malte che favoriscono la lettura delle parti originali. Il gruppo in stile arcaico è databile tra la fine del II sec. e l’inizio del I sec. a.C. Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola, forse Giuturna. La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che completa la rassegna nel tempio di Romolo è uno splendido esemplare in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio aquarum).
L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate. Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra. Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più importante a Roma in età arcaica.
Informazioni, orari e prezzi
Area archeologica del Foro romano
Biglietto intero: € 12,00
Biglietto ridotto: € 7,50
- cittadini di età compresa tra i 18 e i 25 anni compiuti della dell'Unione Europea
- docenti dell'Unione Europea con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali.
Dove e quando
Potrebbe interessarti in Mostre
Fondazione Alda Fendi - Esperimenti
Nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo "Solo le cose fragili resistono in eterno"
In città
Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall'Antico al Contemporaneo
Un viaggio tra arte e spiritualità dedicato alla memoria di Papa Francesco
Musei Capitolini
Materia Madre / Lingua Madre
Progetto espositivo a cura di Benedetta Carpi De Resmini
Galleria Erica Ravenna
LAVINIA - Quinto gusto pistacchio e lampone
Un'opera e una performance dell'artista Saa?dane Afif con un nuovo gusto di gelato
Villa Borghese
Ephemera. Of the very same fabric
Opere di Giulia Lanza
Sala 1 - Centro internazionale d'arte contemporanea
Costellazioni dell'antico
Mostra dell'artista romeno Mircea Cantor
Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps
Visioni d'autore
bipersonale del pittore Luciano Mannucci e del fotografo Sandro Lombardo
In città
Metamorfosi. Ovidio e le arti
La grande mostra realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam
Galleria Borghese

