Un intervento monumentale di scultura contemporanea, ideato dall'artista messicano Gustavo Aceves

Lapidarium è un intervento monumentale di scultura contemporanea, ideato dall'artista messicano Gustavo Aceves, che troverà spazio nella suggestiva area archeologica di Roma, in un percorso che si snoderà dall'Arco di Costantino alla Piazza del Colosseo fino ai Mercati di Traiano.
Lapidarium è una mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall'Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli.
Composto da 40 sculture singole – alte dai 3 agli 8 metri e in alcuni casi lunghe fino a 12 metri – Lapidarium è un progetto 'in fieri' dalle dimensioni e dall'ambizione fuori dal comune: un work in progress che durante il suo tour intorno al mondo crescerà di tappa in tappa fino a comprendere in tutto 100 opere differenti. Dal 2014, anno in cui fu presentato in anteprima a Pietrasanta, fino alla sua inaugurazione ufficiale nel 2015 a Berlino, alla Porta di Brandeburgo, un vasto pubblico ha già avuto modo di ammirare quest'opera straordinaria.
Lapidarium rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l'emergenza migratoria. L'artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.
Uno degli obiettivi di Lapidarium è di portare l'attenzione sul problema della sofferenza dei popoli e sul dramma di migliaia di persone in perenne movimento per necessità di sopravvivenza. Nel fare questo, Aceves invita anche noi a ricordare la nostra difficile storia in Occidente e a riconoscere che parte del nostro benessere e del nostro livello di civiltà derivano dallo sfruttamento altrui. Lapidarium diviene quindi un monumento ai "vinti", uno spazio muto di riflessione per non dimenticare gli orrori commessi nel passato, e di monito a non ripeterli più: un monumento attraverso il quale rinascere migliori.


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