Personale di Ruben Kano

Della sua vita non si sa molto. Venuto al mondo in Uruguay, come un vagabondo, o un "centravanti anarchico dei due mondi" - come direbbe lui -, ha percorso con la sua reflex mezza America, prima di approdare in Europa - luogo natio dei "padri della fotografia".

Questa in sintesi la presentazione di Ruben Kano, misterioso personaggio che utilizza le immagini quale medium espressivo di ricerca (letteraria) e di conoscenza (filosofica). Non tanto un fotografo ma un "cercatore d'oro"; ma non d'oro duro, vero, cerca un oro fatto di luce, fluido di colore, colto tra le vie indifferenti del mattino. Ed anche, l'oro rilucente scoperto nell'indecifrabile, rigenerativo universo femminile.

Alcune suoi lavori saranno visibili, per la prima volta a Roma, nell'esposizione Les Dames dans l'aura. Percorso d'epigrammi prosaici: un'iniziativa curata da Stefania Valente e organizzata da Et Arte in collaborazione con Francesco Giulio Farachi e la Muef Art Gallery, spazio espositivo che accoglie questa serie di immagini, dal e 6 all'8 luglio 2016.

Saranno esposti 20 scatti – suddivisi in 5 gruppi tematici, in forma di "serie"– che puntano il fuoco dell'obiettivo su una moderna figura di Venere: a volte sensuale e seducente, altre dolce e malinconica, la modella ritratta appare sempre come avvolta da un'aura, un alone magico che le conferisce qualità eteree, incorporee, pur mantenendo integra la sua potenza, intrisa nella sensualità. Poiché Ruben Kano cerca l'immagine di una "Venus proxima", d'una Venere cioè vicina, appunto prossima - non di quella "perfetta", stereotipata dal cliché piatto celebrato nel mondo fashion o dal cinema. Un'idea di donna diversa, però attraverso il suo corpo di luce capace di esprimerne un'essenza profonda, ritrovando, magari, alcune vie nuove o perdute dell'erotismo femminile.


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