L'esposizione raccoglie 345 illustrazioni realizzate da uno dei più grandi protagonisti dell'arte italiana del '900 per il quotidiano ufficiale del Partito Fascista

La mostra - promossa dall'Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata grazie al sostegno della Fondazione Roma-Arte-Musei, main sponsor, e di COFELY ITALIA, GRUPPO ENGIE - rappresenta un'occasione unica per far conoscere al grande pubblico un aspetto fondamentale dell'opera di Sironi: quello di illustratore e, più precisamente, di "disegnatore politico", attività alla quale si dedicò con appassionato fervore tra il 1921 e il 1942 dopo un'adesione piena ed entusiasta agli ideali del regime.

Le vignette che compongono il percorso espositivo, realizzate per la maggior parte tra il 1921 e il 1927, provengono da un corpus di oltre 2000 disegni e costituiscono il maggior sforzo illustrativo della carriera di Sironi, tanto da poter essere considerate a tutti gli effetti non solo una parte essenziale della sua produzione artistica ma, per molti aspetti, anche "la più alta e possente". Esse rappresentano, inoltre, una straordinaria testimonianza storica

perché, come ricorda il curatore Fabio Benzi, costituiscono "un cadenzato e memorabile commento... alle vicende di un Ventennio drammatico e complicato, un esercizio di vita e di stile al tempo stesso, frutto di un'osservazione certamente di parte ma di altezza certamente singolare".

Le illustrazioni di Sironi, con la loro satira feroce e la loro ironia sferzante, prendono di mira soggetti esclusivamente politici come i partiti avversari, la vecchia classe governativa liberale, la stampa filodemocratica, le ricche democrazie dell'America, della Francia e dell'Inghilterra e il comunismo russo.

Ecco allora che la pagina sironiana si popola di personaggi, temi e situazioni che caratterizzano un'epoca complessa come quella fascista. Il partito socialista viene raffigurato da un berretto frigio e chiamato in modo spregiativo "pus". L'attacco al partito popolare si concentra su Don Sturzo,

raffigurato come "orrifico e cinico profittatore", mentre Lenin assume la fisionomia "di un tiranno orientale fastoso e crudele".

La grandezza del Sironi illustratore, oltre che nella tecnica compositiva che porta sempre alla realizzazione di forme e figure tratteggiate con saldo plasticismo e con un segno fortemente espressivo della matita litografica o della china, sta anche nella grandissima varietà di temi compositivi e iconografici. Essi, infatti, non vengono mai ripetuti ma reinventati quotidianamente, così da costituire "un unicum assolutamente straordinario nella storia dell'illustrazione". Sono poi evidenti gli influssi grotteschi e caricaturali di artisti che Sironi sente vicini, come gli incubi visionari

di Francisco Goya e le celebri illustrazioni di Gabriele Galantara per la rivista satirica Asino.

Il percorso espositivo è arricchito da un documentario, realizzato per l'occasione ed accompagnato da materiale fotografico che raccoglie interventi e testimonianze che permettono ai visitatori di comprendere e contestualizzare al meglio le opere e il lavoro del Sironi "disegnatore politico".

Dopo Villa Torlonia, la mostra – arricchita di circa 100 disegni realizzati per

"Il lunedì del Popolo d'Italia", "Gerarchia", "La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia", "Almanacco enciclopedico del Popolo d'Italia" e altri bozzetti e disegni legati al quotidiano – sarà a Bologna (29 gennaio-1 febbraio 2016), in occasione di Arte Fiera per poi tornare a Roma, presso la Galleria Russo, dove sarà aperta al pubblico dall'11 febbraio al 3 marzo.


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