L'allestimento ripercorre gli episodi salienti degli incontri tra i due artisti

A partire dalla presentazione di un volume appena edito da Skira, che ripercorre in un racconto per immagini la lunga amicizia tra Giorgio De Chirico e l'artista ed editore d'arte Ezio Gribaudo, artefice della sua riscoperta negli anni '70, nasce l'esposizione Memorie ritrovate. Ezio Gribaudo e Giorgio de Chirico, con cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma rende omaggio a questo fruttuoso sodalizio attraverso una selezione di disegni originali di De Chirico dal 1923 al 1957, esposti per la prima volta a Roma, una sua lettera manoscritta e una serie di Omaggi a De Chirico eseguiti da Gribaudo nel 1968 e mai più esposti dagli anni '70, che ripropongono, prima di Andy Wahrol, i temi del pittore della Metafisica attraverso la serialità iconica della pop art.

L'allestimento ripercorre così gli episodi salienti degli incontri tra i due artisti, la memoria e i luoghi della Metafisica nella Torino degli anni '70, che vede i due protagonisti riuniti sotto la lapide in memoria di Nietzsche, quasi a testimoniare un'affermazione di paternità; Gribaudo a Roma ospite di de Chirico per la preparazione della monografia Fabbri e poi de Chirico a Parigi per il vernissage della mostra di Ezio Gribaudo alla Galerie de France; le tappe della loro collaborazione professionale per tre importanti pubblicazioni che portarono a una ripresa dell'interesse per de Chirico, contribuendo a superare una lunga fase di stasi della sua presenza nel canone artistico italiano moderno: 194 disegni di de Chirico (Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, 1968), la monografia Giorgio de Chirico, curata dalla moglie dell'artista, Isabella Far (Fabbri Editori, 1968) e De Chirico com'è, sempre per i tipi della Pozzo nel 1970.


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