Jannis Kounell

Da poche ore tornato nella sua città, dopo un lungo soggiorno di lavoro a New York, Jannis Kounellis vi si appresta a preparare una nuova mostra presso lo spazio della galleria di Giacomo Guidi. L’evento suscita molto interesse, poiché la mostra newyorkese apertasi il 2 maggio u.s. presso la galleria Cheim & Read di Manhattan ha fornito un quadro paradigmatico dell’asciutta chiarezza raggiunta dall’impalcatura linguistica sottesa in ogni creazione di Kounellis. Se nell’apparizione del suo improvviso lavoro presso la Biblioteca Angelica a Roma si è assistito a un saggio di ‘pittura al vivo’ distinto da una rapidità esecutiva e persino dal ‘tocco’ cromatico fatto di ombre e luci di cose vere di valenza caravaggesca, a New York la costruzione dello spazio è ottenuta con non minore severità sia formale che cromatica. Con il risultato di una lezione tanto limpida e composta quanto radicale e di intensità poetica.

L’istallazione alla Galleria Guidi, totalmente inedita e di una forte valenza drammaturgica fa riferimento ad alcune sue morfologie già esercitate nel tempo

E’ viva dunque l’attesa per l’incontro con questo momento della sua creazione che in un anno ha contato tappe significative a Berlino, Londra, Wurzburg, Glasgow, Istanbul e New York.

La mostra, a cura di Bruno Corà, sarà aperta il 20 giugno 2013 alle ore 19.

Per l’occasione è previsto un catalogo con immagini delle opere presenti in mostra e altre di repertorio, nonché un saggio critico del curatore.

Jannis Kounellis (Pireo, 1936) è un pittore e scultore greco. Esponente di primo piano di quella che il critico Germano Celant ha definito "arte povera". Dopo un lungo percorso artistico gli anni 2000 lo vedono impegnato con le grandi mostre in sud America, come quelle in Argentina (2000) e Uruguay (2001). Nel 2002, l'artista ripropone l'installazione dei cavalli alla Whitechapel di Londra e, poco dopo, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma costruisce un enorme labirinto di lamiera lungo il quale pone, quasi fossero altrettanti approdi, gli elementi tradizionali della sua arte, come le "carboniere", le "cotoniere", i sacchi di iuta e i cumuli di pietre ("Atto unico"). Nel 2004 realizza un'installazione nella Galleria dell'Accademia di Firenze, all'interno dell'esposizione temporanea Forme per il David, nata per celebrare i cinquecento anni dalla creazione del David di Michelangelo. Nel 2007 lavora alla realizzazione del 383° festino di Santa Rosalia a Palermo disegnando il carro trionfale della Santa. Sempre nel 2007 inaugura a Roma la Porta dell'Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme, una imponente cancellata di ferro impreziosita da elementi cromatici realizzati in pietre di vetro. Nel 2009 la Galleria Fumagalli e il Museo Adriano Bernareggi (Bergamo) dedicano rispettivamente all'artista una personale e un'unica installazione realizzata site specific. L'artista realizza uno speciale allestimento di opere proponendo una riflessione sull'arte e sull'uomo, testimonianza delle riflessioni poetiche da sempre al centro del suo lavoro e per le quali è stato indicato come possibile ospite alla Biennale di Venezia 2011 del primo padiglione della Città del Vaticano. Nel 2012,inoltre,una sua famosa opera è esposta al museo d'arte contemporanea Riso nella città di Palermo. Del 2013 la performance che lo vede impegnato con Bassiri alla Biblioteca Angelica che ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica.

Curatore della mostra: Bruno Corà

Nella esigua schiera di critici italiani che hanno privilegiato il ruolo di curatore di mostre ed eventi, spicca per fervore pionieristico la figura di Bruno Corà, attualmente direttore del CAMEC, il Centro di arte moderna e contemporanea di La Spezia, aperto due anni fa. Giunto a Roma dalla nativa Umbria negli anni Sessanta, Corà nel 1971 è accanto ad Achille Bonito Oliva nell' organizzazione di iniziative “storiche” come la mostra “Contemporanea”. Inizia da allora una intensa esperienza di “compagno di strada” di molti artisti che diverranno famosi nell’area dell’Arte Povera e comportamentale. Graziella Leonardi lo ha ricordato di recente come “molto silenzioso, esigente con gli altri e con se stesso, un pensatore che con gli artisti riesce ad intrecciare rapporti che potrei definire segreti”. Dalla militanza critica e dalla cura di mostre in molti centri, inizia l’ascesa alle direzioni di strutture pubbliche in vivaci realtà del Centro. Palazzo Fabroni a Pistoia, poi – dal 1995 - il Museo Pecci di Prato, una fra le più ambiziose iniziative nel nostro Paese, infine la nuova avventura a La Spezia. Una intensa attività di scrittura (monografie di artisti e testi per innumeri mostre) lo ha portato anche, dal 1996, sulla cattedra di Storia dell’arte contemporanea presso l’università di Cassino.

GIACOMO GUIDI - ARTE CONTEMPORANEA

Apertura da martedì a sabato 11-13,00/15.30-19.30 o su appuntamento

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