A pochi chilometri da Roma, il comune di Castelnuovo di Porto si prepara a ospitare un progetto espositivo che affronta un tema centrale per l'intero Paese, quello dello spopolamento dei piccoli centri. Dal 4 settembre al 4 ottobre 2026, le sale di Palazzo Ducale Rocca Colonna accoglieranno Pratiche di Memoria – La luce che viaggia ancora, prima mostra realizzata nel borgo su questo argomento.

Curata e diretta artisticamente da Giulia Marcellini, con testo critico di Laura Catini, l'esposizione mette insieme quattro voci artistiche molto diverse tra loro per età e percorso, Ado Brandimarte (Ascoli Piceno, 1995), Lou Duca (Milazzo, 1983), Annalinda Maso (Roma, 1998) e Marco Mezzacappa (Roma, 1967). Attraverso scultura, pittura e installazioni pensate per gli spazi del palazzo, i quattro artisti riflettono sul tema della memoria e dell'identità dei borghi italiani.

Sono ormai migliaia, in Italia, i piccoli centri che negli ultimi decenni hanno visto ridursi progressivamente i propri abitanti. Abitazioni che restano vuote, attività commerciali che chiudono definitivamente, dialetti locali destinati a scomparire per mancanza di chi li tramandi. Un fenomeno lento, quasi impercettibile giorno per giorno, ma che nel tempo lungo produce effetti profondi e spesso irreversibili.


Il progetto nasce proprio dall'esigenza di accendere i riflettori su questo processo silenzioso e sulla conseguente erosione della memoria collettiva, un tema che Castelnuovo di Porto ha voluto fare proprio, scegliendo di ospitarlo e raccontarlo.

Il titolo della mostra richiama un'immagine molto cara a Primo Levi, quella della luce di una stella che, dopo essere partita, continua a viaggiare nello spazio anche quando la stella stessa si è ormai spenta. Chi la osserva, anni o secoli più tardi, la vede ancora brillare, ignaro che la sua fonte non esiste più. È questa l'immagine che la mostra applica ai borghi in via di spopolamento. Pietre, architetture e tradizioni orali continuano in qualche modo a restare "visibili", anche quando la comunità che le ha generate si è ormai dispersa altrove.

In questo racconto l'arte non si limita a osservare né a documentare l'abbandono come un fatto ormai concluso, ma cerca piuttosto di cogliere quella "luce residua" finché è ancora percepibile, prima che svanisca del tutto, per restituirla a chi la guarda oggi. Un modo per continuare ad ascoltare, comprendere e tramandare quella memoria.

L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Regione Lazio, Comune di Castelnuovo di Porto, Parco di Veio, Associazione Dimore Storiche del Lazio, Associazione I Borghi più Belli d'Italia, ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Associazione Borghi Autentici d'Italia e Vita dei Borghi, ed ENIT – Ente Nazionale Italiano del Turismo, un riconoscimento che conferma il valore culturale e territoriale del progetto.

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