Mostra Personale di Eugenio Rattà

Nulla di meno di un'ebbrezza Pop. Nei quadri di Eugenio Rattà, l'urgenza comunicativa della contemporaneità, questo tempo dominato dalle immagini, proprio nell'immagine ricerca un ordine, un assestamento che in un tratto, in un flash elettrico e mercuriale, ne assommi tutto il senso, il fascino e le contraddizioni. Ed è ovvio che tutto abbia il gusto dell'esuberanza e della istigazione fantastica, perché è una gioiosa operazione di adattamento delle incongruità, di trasposizione di un dato visivo in simbolo, emblema e paradigma. Rattà saccheggia ogni possibile repertorio iconografico, dalla storia dell'arte al cinema, alla pubblicità, alle più popolari espressioni visive, con un rimescolamento creativo e chimerico che privilegia l'efficacia partecipativa e significativa, e che al tempo stesso rappresenta una condizione comune e diffusa, in questo senso realmente Pop(ular), di percezione del mondo moderno. Nella reiterazioni dei moduli decorativi, si avverte una tensione ideale e quasi astratta, come un modo di interrogare la superficie pittorica a farsi pattern, ossessivo confine del colore, e perciò dismisura cromatica che inventa l'illusione ottica di una dimensione psichica e spirituale e sentimentale in cui tutti, individui e collettività, si ritrovano e si riconoscono. Ma ciò che di questi lavori fa opera d'arte è il situare la realtà corrente, e le sue suggestioni, le sue icone, il suo immaginario popolare, al limite di un eccesso, sul filo abrasivo di un'iperbole di forme e colori, e così "eclatando", restituirne gli umori e la contingenza. Con tocco chiassoso e ironico, con sfolgorio nitido e specchiante, con l'apparente disimpegno e levità di una fantasia pop. Addirittura. Nientepopodimeno.


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