Foto di Martino Cusano Set artist Berina Lingo

La mostra vuole essere un percorso di ricerca nei confronti dell'istinto primario che la macchina umana ha in dote: la capacità di generare "nuova pelle", di indossarla e di viverla, per valorizzare la vita, risvegliano quell'istinto primordiale dell'uomo alla sopravvivenza. Si tratta di un viaggio alla scoperta di un mondo pieno di voglia di superare ogni barriera. Le immagini presentate, anche forti, indagano le diverse declinazioni della condizione umana; si tratta di fotografie introspettive che, senza pietismo o strumentalizzazione, portano al centro dell'attenzione il tema della disabilità "relativa", ma anche l'idea delle barriere fisiche o piuttosto mentali che ci accompagnano. Si scopre ogni volta con questo lavoro la libertà di abbattere i limiti che sembrano esistere, come dei fantasmi che alla fine ci si accorge sono presenti solo nel nostro sguardo. La tecnologia rende possibile ciò che fino a qualche decennio fa era impensabile, consente di sovvertire le prospettive. È da questo concetto che il fotografo Martino Cusano insieme all'Artista, Berina Lingo partono per condividere e realizzare l'idea e il progetto "Nuova pelle". L'uomo ricostruisce la sua pelle, e attraverso gli accessori in pelle con cui Berina Lingo di volta in volta veste i soggetti, "nuovi" occhi recepiscono "nuove" realtà. Un pensiero alle difficoltà che affrontano ogni giorno le persone portatrici di disabilità, ma anche "grinta": è questa la risposta a ogni discriminazione. Libertà civile, affinché tutti abbiano pari diritti e opportunità senza mai fermare la conoscenza. Osservatori di vita scopriamo la profondità dell'incompreso, la bellezza che abita l'impegno e l'intensità di 'partecipare'. "Libertà è partecipazione". E ragioniamo su quanto sia labile il confine oltre il quale è facile scaricare sugli altri il peso delle nostre paure/sconfitte.

«"Abile a vivere, ad amare, in questa mia pelle che custodisce la forza, la determinazione, la volontà. Abile a sorprendere, in questa mia nuova pelle che veste e sostiene con fierezza. Non vedo cicatrici, segni amari ma disegni unici conformati al mio corpo, alla mia anima. La mia nuova pelle è la stoffa cucita dal destino sul mio battito vitale e come prima, e come sempre, lo protegge. Guardatemi e vedrete la storia di chi è nato e rinato, vedrete il seme che germoglia, la nuova piantagione".

Questo sembrano dirci i protagonisti delle immagini/storie scritte e offerte senza retorica dall'obiettivo di Martino Cusano e dall'estro di Berina Lingo per il progetto Nuova pelle.

Ciascun individuo ci mostra con energia teatrale la vis della propria rinascita; ci comunica che agisce sul palcoscenico della vita indossando un'esperienza che arricchisce e fortifica. Ecco che, allora, chi posa lo sguardo su questi frammenti di esistenza si sente trascinato, invitato a partecipare alla scena, chiamato a condividere un sentimento di esuberanza e un'idea di bellezza che sfugge agli stilemi classici, ai canoni usurati, che con essi gioca, preferendo inseguire il fascino e la grazia che abitano nell'unicità dell'individuo e nella sua esperienza.  

Nuova pelle ci porta con i piedi a terra, ci lega con garbo alla realtà per poi offrirci un trampolino di lancio per guardare dall'alto, e meglio, il senso della vita e le sue sfide. Dall'altezza che ciascun osservatore saprà raggiungere, dal punto di vista che saprà conquistare, tutto, allora, sarà più chiaro, diversamente chiaro.  

Grazie, dunque, a Luca che ci insegna a "non aver paura di tirare un calcio di rigore", a Emanuele che ci mostra come dribblare le difficoltà per creare superiorità numerica in campo e nella vita.

Grazie ad Arturo che trasfonde nella missione della testimonianza la sua energia, e in ogni incontro con i giovani lascia un segno e un suono nei cuori e nelle coscienze. Grazie a Mattia che sa tenere il tempo, quello che lo fa danzare, quello che ha imparato a rendere prezioso e vitale in ogni sua frazione, in ogni beat.

Grazie a Elisa che sfodera con eleganza la caparbietà e la forza della passione per il ballo, che ci regala le sue vittorie, che ci rende fieri oltre i confini e oltre la geografia.

Grazie a Christian, instancabile lavoratore che si nutre al tavolo della vita in una pace conquistata, meritata, pace che impedisce ai suoi sensi di assorbire scorie e dolori ma solo il buono che c'è.» (Mariacristina Di Giuseppe)

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