Pittura, disegno, scenografia

La mostra (organizzata dall’Archivio Oppo in collaborazione con Museo della Scuola Romana e Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma) con 50 dipinti, 20 disegni, 20 bozzetti scenografici e 4 costumi, racconta l’Oppo «artista» al di là del suo noto ruolo istituzionale.

L’esposizione attraversa mezzo secolo di storia dell’arte italiana, dalle opere giovanili legate al clima della Secessione, a quelle del secondo dopoguerra, più intimiste. Con la sua proposta artistica Oppo partecipa alla grande stagione del Novecento accanto a De Chirico, Sironi, Carrà, De Pisis. Negli anni Trenta dialoga con i giovani protagonisti della «Scuola romana», da Mafai a Scipione, sostenendo la crescita e la proiezione internazionale di tutto l’ambiente, con la Quadriennale, l’avventura della «Galleria della Cometa», e le esperienze all’estero: Esposizione Universale di Barcellona (1929) e di New York (1939).

Proposta anche la sua attività di scenografo e costumista per il Teatro dell’Opera di Roma, il Maggio Fiorentino, la Scala di Milano e la Fenice di Venezia.

Per meglio comprendere la figura di Oppo quale protagonista del suo tempo, la Fondazione Oppo ha messo a disposizione il materiale inedito del suo Archivio, ricco di corrispondenze con artisti e intellettuali dell’epoca, documenti, foto, caricature, disegni e ritratti.

Il pittore Cipriano Efisio Oppo (Roma 1891- Roma 1962) si trova in duplice veste, di artista e di importante rappresentante istituzionale delle arti (quale fondatore, inventore e dominus delle Quadriennali romane, per le quali rivestì il ruolo di segretario generale; quale deputato al Parlamento, quale Accademico d’Italia, quale organizzatore delle mostre Sindacali e delle Biennali romane e veneziane), al centro dei fermenti culturali che animano l'Italia tra le due guerre mondiali. La sua autorevolezza è testimoniata dalle tante lettere che gli artisti dell'epoca gli inviano come quella di Guttuso (in allegato), che lo ringrazia per una sua lusinghiera recensione nonostante la netta contrapposizione sul piano politico: "Il suo articolo è un raro esempio di competenza e onestà critica. Questo voglio dirle con tutto il cuore. Suo Renato Guttuso. 15 settembre 1952 ".

Artisticamente Cipriano Efisio Oppo farà parte a pieno titolo della "Scuola romana", che nasce quale superamento delle avanguardie del primo Novecento, e sarà tra i più determinati sostenitori di "un solido figurativismo tra ritorno all’ordine e valori plastici", come scrive Edoardo Sassi del Corriere della Sera.

La mostra antologica dedicata a questo infaticabile organizzatore di cultura - come massimo rappresentante negli anni del fascismo presso il potere della cultura artistica nazionale - ai Musei di Villa Torlonia rappresenta un inedito in quanto le opere dell'artista erano disperse tra fondi privati e musei e che la Fondazione Oppo per la prima volta riunisce in uno stesso luogo.

Curatore/i

Francesca Romana Morelli e Valerio Rivosecchi


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