In occasione della Rome Art Week, la Galleria 291 Est è lieta di presentare Periferie Immaginarie, personale di Emmanuele Mattiocco, in mostra dal 27 ottobre al 3 dicembre 2022

In una ridefinizione della consueta narrazione visiva dell'architettura urbana e della sua poetica formale, Periferie Immaginarie va ad incentrarsi sui possibili risvolti del procedimento fotografico. La particolarità di questa serie analogica in bianco e nero su pellicola 35 m risiede, infatti, nel lavoro svolto in camera oscura: qui Emmanuele Mattiocco (Roma, 1980), intervenendo direttamente sui negativi, ritagliati seguendo le linee e le forme geometriche e poi riassemblati in inedite architetture, dà vita ad una nuova matrice fotografica che verrà impressionata su carta politenata.
Sostanzialmente Periferie Immaginarie non ha lo scopo di mappare né la periferia romana né la sua architettura in senso stretto, ma piuttosto quello di condurci ad una disgregazione della consueta ottica fotografica. In tal senso, la manipolazione del negativo distrugge l'"istante" originale, trasformando il luogo di sviluppo in quello di un nuovo "scatto", ricreato dallo stesso artista e non immortalato per mezzo dell'obiettivo. E se ogni scatto è irripetibile, alterando irreversibilmente un documento della realtà e trascendendo la "scrittura di luce" analogica, si va a mettere in discussione il ruolo del fotografo-artista quanto lo stesso concetto di "fotografia". Ecco che, evidenziando una soggettivazione sintetica dello spazio, che da reale diventa mentale, Emmanuele Mattiocco ci rivela un'essenza intrinsecamente "performativa" della fotografia.
Non si tratta, dunque, di una mostra fotografica ma propriamente di un'esposizione ontologica sulla fotografia, che coinvolge lo spazio: sia quello delle periferie, quale soggetto dell'esegesi su negativo, sia quello della camera oscura, quale suo medium concettuale. Una ricerca che, con la compartecipazione curatoriale di Rossella Della Vecchia, va a tradursi nell'allestimento immersivo della Galleria 291 Est, appositamente ideato dalla gallerista Vania Caruso, coinvolgendo il pubblico nell'esperienza fotosensibile della camera oscura. Nella costruzione di una rossa atmosfera che, nel richiamo tecnico all'illuminazione inattinica, filtra la luce dall'esterno, le immagini di Periferie Immaginarie si mostreranno dapprima latenti e poi palesate, mettendo lo spettatore in condizione di esplorarle con lo stesso processo analitico dell'artista: una modalità di fruizione, lenta ed accurata, che ribadisce l'importanza del tempo e dell'osservazione nella fotografia.

Dove e quando

Potrebbe interessarti in Mostre