Uan prustiana recherche du temps perdu et retrouvé

Roma. Marcel Proust s'innamora del ricordo delle sue Madeleines, gustate in casa della zia e scaturisce, dal ricordo, dalla forza della memoria, uno dei massimi capolavori che la Letteratura abbia espresso, per le implicazioni filosofiche che esso cela tra le pieghe delle sue pagine.

Allo stesso modo, in Dore, c'è la Ricerca del tempo perduto, proustianamente colto e vissuto nel ricordo di un ventaglio, di un pizzo, di un ricamo perfetto, di un mazzo di rose su un cuscino, immagini di memoria storica personale, famigliare, che l'artista rappresenta in immagini veriste, declinando il tempo perduto in un tempo ritrovato, attraverso la forza e l intensità del suo vissuto pittorico di artista vero che dipinge il tempo, che imprigiona opportunamente luci ed ombre…

Un artista vero, quasi di altri tempi, ma moderno nel new concept di rappresentare il passato: egli disegna pizzi e ricami, come le vecchie donne del passato, nascondendoli, sapientemente, con la sua affinata tecnica, tra le pieghe di una tovaglia…

Così come l'opera di Proust, La recherche du temps perdu è stata definita la sua opera cattedrale" l'euvre Cathedral, allo stesso modo, questa mostra si pone come l'espositions Cathedral di Dore, per la sua importanza.

Intendo dire che è una mostra d 'eccellenza in cui si evidenzia l'eleganza in un calibrato mix con le capacità tecniche d'eccellenza dell'artista, unico, per atmosfere, nel cogliere i particolari di un piccolo mondo antico in cui il valore degli oggetti scandiva le stagioni della vita.

Soavità ed eleganza , mista al sentimento del piacere nostalgico dell'annegare nella memoria e nel ricordo, sono i connotati del pittore che rivela un'eccezionale capacità di un narrato poetico che si traduce in gioia e piacere nell'evocare immagini che "non sono più": il bricco rivestito di ceramica blu…Il cuscino a grandi righe…la frutta odorosa sulla tovaglia bianca ricamata dalle mani delle nonne…

Un impianto scenico e scenografico, quello di Dore che affascina e conquista come il ricordo struggente di un tempo che fu …

L'artista Dore rivela una forza straordinaria nel raccontare questo tempo ritrovato: lo fa con freschezza, con un nitore gioioso, con gaiezza, catturando quella luce intima, composta e seducente delle case delle nonne, odorose di rose, profumate di candore di fresco bucato, cogliendo fragranze di fiori appena recisi e di fiori secchi che tornano a rivivere nelle "nature morte" dell'artista, con la potenza espressiva di una tecnica affinata attraverso uno studio attento e certosino di chi conosce e ha studiato ed amato i Grandi Maestri del passato.

Maria Teresa Prestigiacomo

Critico d'arte internazionale e giornalista


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