Mostra arte pittorica retrospettiva dedicata alla pittrice Giuseppina Magnini

La Galleria della Biblioteca Angelica di Roma, da martedì 28 novembre 2017 a sabato 2 dicembre 2017, ospiterà una mostra personale dell'artista Giuseppina Magnini, venuta a mancare da meno di due anni (22 gennaio 2016).

Le opere esposte consentiranno al visitatore di ripercorrere il cammino artistico della valente pittrice, all'insegna di un personalissimo stile pittorico che si richiama all'impressionismo francese. Presso la galleria saranno presenti le più belle tele a olio prodotte, ricche di colori forti e gagliardi, molto spesso arricchite dal sapiente uso della spatola, con connotazioni di originalità e numerosi segnali di evoluzione nel corso della lunga vita dell'artista.

La mostra, con accesso gratuito al pubblico, è nata dal desiderio della famiglia dell'artista di rendere possibile una visione generale delle principali opere realizzate dalla pittrice, nel corso della sua lunga vita artistica. L'esposizione é stata resa possibile grazie alla messa a disposizione di opere appartenenti a collezioni private dei figli e amici collezionisti che attualmente le detengono.

Giuseppina Magnini, al secolo Giuseppina Budini, fu soprannominata dal prof Malverna (nel 1969), "la pittrice della tempesta", per la sua predilezione nel ritrarre paesaggi, soprattutto di mare, con cieli nuvolosi, foschi o iridescenti, talvolta addirittura biblicamente tenebrosi fiammeggianti e apocalittici.

         

Opere esposte:

l'esposizione prevede significative tele originali dell'artista, molte delle quali premiate in occasione di gare estemporanee nazionali ed estere. Nel complesso saranno esposte n 15 tele a olio. Le opere sono messe a disposizione dai figli dell'artista Annarita Magnini, Giancarlo Magnini, Manuela Magnini e Mariateresa Magnini e da collezioni private.

Richieste di patrocinio previste

Prevista una richiesta patrocinio della manifestazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Curatore della mostra:

dott. Giancarlo Magnini – Giornalista

Notizie sull'artista

Giuseppina Magnini: "La pittrice della tempesta" ci ha lasciato il 22 gennaio 2016.

Quando un artista viene a mancare, come è successo alla pittrice Giuseppina Magnini, al secolo Giuseppina Budini, nata a Roma il 23.04.1926, scomparsa da 23 mesi, le sue opere continuano a parlare di lei. I numerosi riconoscimenti attribuiti alla pittrice, da accademie prestigiose, testimoniano l'apprezzamento riscosso in vita. Tra gli ultimi ricordiamo quello dell´Accademia Internazionale dei Dioscuri che ha conferito alla pittrice Giuseppina Magnini la nomina di "Professore maestro d´arte" honoris causa 2003. Il prestigioso riconoscimento è assegnato a pochissimi artisti, segnalati da critici d´arte.

Il percorso artistico

Coppe, medaglie, diplomi e attestati di merito che ricordano l'intensa attività artistica svolta dalla pittrice Giuseppina Magnini, dagli anni cinquanta al 22 gennaio 2016 a stento trovavano posto tra le pareti della sua abitazione di Roma. Nella coloratissima abitazione studio della pittrice romana, infatti, ogni piccolissimo angolo era utilizzato per esporre opere d'arte, diplomi e attestazioni di premi o riconoscimenti rilasciati da prestigiose accademie ed enti culturali d'arte nazionali ed internazionali. Tantissime le foto che ricordano la partecipazione dell'artista a numerose rassegne d'arte di via Margutta. Proprio qui, l'artista è entrata in contatto, negli anni sessanta, con i più importanti maestri del colore che in quel periodo avevano trasformato via Margutta in una sorta di formidabile centro di aggregazione e di formazione per artisti. Negli anni ottanta le sue opere, che si richiamano decisamente allo stile impressionista, erano comunque già presenti in molte delle più prestigiose gallerie e collezioni d'arte italiane. La produzione artistica della pittrice sembrava ispirarsi con particolare piacere alle vedute marine o montane. Particolarmente forte il legame affettivo con la suggestiva isola di Ponza. Isola nella quale l'artista trascorreva molte delle sue vacanze per ritemprare lo spirito tra i colori dello stupendo mare, del cielo e delle rocce impervie e gagliarde.

La vita dell'artista

Giuseppina Budini, questo è il vero nome dell'artista, nasce a Roma il 23 aprile 1926, da Vittorio Budini e Ada Bulletti, La sua firma di "Giuseppina Magnini", conosciuta ed apprezzata anche all'estero, deve quindi intendersi come un nome d'arte, preso proprio dal coniuge Ottavio Magnini. Già da bambina rivelava una spiccata vena artistica. L'arte era del resto di casa in famiglia visto che la stessa nonna paterna, Caterina Fazzini di Camerino, vantava stretti legami di sangue con il grande "scultore del vento" - Pericle Fazzini. Le sue opere vengono apprezzate ed esposte, già negli anni 40', persino nella scuola elementare Cesare Battisti, con sede in Piazza Damiano Sauli, nel popolare quartiere della Garbatella, dove la giovane Giuseppina ha trascorso la sua infanzia e la giovinezza. Il temperamento artistico della valente pittrice romana si manifestò ben presto in diversi settori, durante la sua intensa e frenetica vita. Particolarmente apprezzate le ceramiche e le porcellane dipinte con tocchi decisi di colore difficilmente assimilabili ad altre produzioni. Validissimi anche i suoi lavori realizzati in seta e stoffe pregiate. Tra i colori a olio e le tempere su tela o cartoncino, comunque, si esprime con decisione ed un'aggressività talmente forte che, ben presto, la critica gli conferirà l'appellativo di "pittrice della tempesta". Dopo il diploma di avviamento professionale, a soli 16 anni, inizia a lavorare presso il Ministero del Tesoro, come avventizia. E' il duro periodo del secondo conflitto mondiale, quando le donne erano chiamate a lavorare anche negli uffici pubblici perché molti uomini erano al fronte. L'impegno lavorativo e i disagi della guerra attenuano, però, solo momentaneamente, la vena creativa dell'artista. Superata, infatti, la triste parentesi della guerra, la giovane Giuseppina s'innamora di Ottavio Magnini che sposerà il 16 agosto 1948. Proprio il coniuge, appassionato d'arte, la esorta a riprendere con decisione la pittura, abbandonata per mancanza di tempo e le innumerevoli esigenze della vita. Così nel 1956, malgrado il lavoro in ufficio e quello in famiglia, a quel tempo già allietata da tre figli (Maria Teresa, Manuela e Giancarlo), Giuseppina riprende i pennelli e torna a dipingere iniziando a firmare con il cognome del marito, cosa che ha continuato a fare fino agli ultimi mesi di vita. La produzione artistica continua e si specializza, grazie allo studio dell'impressionismo francese, anche dopo la nascita della quarta figlia Annarita, nata nel maggio del 1958 (deceduta il 20 9 2017). Negli anni settanta e ottanta, assistita e spronata dal marito, partecipa a centinaia di concorsi di pittura nazionali ed internazionali; ottenendo numerosi prestigiosi attestati e riconoscimenti di merito da parte di accademie d'arte ed enti culturali nazionali ed esteri. Dal 1982 è ormai in pensione e si dedica più intensamente all'attività artistica. Meno presente invece nelle rassegne artistiche dalla scomparsa dell'amato marito, avvenuta nel 1988.

I richiami dell'artista al movimento impressionista

L'impressionismo ha sempre cercato di liberare la sensazione visiva da ogni esperienza o nozione acquisita. Lo stesso Coubbert, nel 1847, rifiutò esplicitamente ogni collegamento preordinato che potesse pregiudicare l'immediatezza dell'azione pittorica. La pittura dell'artista, malgrado alcune specifiche peculiarità, si richiama sostanzialmente, ancora oggi, ai principi che ispirarono l'importante movimento impressionista, costituitosi a Parigi tra gli anni 1860 ed il 1870. Non fu certo facile l'affermazione di quegli artisti indipendenti e ribelli che per la prima volta esposero nello studio del fotografo Nadar nel 1874. Giulio Carlo Argan, in un suo importante trattato, ricorda che la stessa definizione di "impressionismo" risale al commento ironico di un critico su un quadro di Monet, intitolato "impression soleil lévant". Gli artisti che si riconoscevano nel programma di realismo integrale decisero quasi per sfida l'adozione del nome di "movimento impressionista". Oggi la pittura di Monet, Renoir, Degas, Cézanne, Pissardo e Sisley, dopo molti anni di lotte, ha cessato di suscitare scandalo, per quel sospetto rifiuto di ogni regola o consuetudine tecnica che poteva compromettere la resa mediante i colori. La pittrice romana, come quasi tutti gli artisti che si richiamano al movimento impressionista, tiene particolarmente al rispetto di alcuni principi generali:* l'orientamento rigorosamente realista; il disinteresse totale per il soggetto e la preferenza per il paesaggio; il lavoro en plein-air e lo studio per le ombre colorate, spesso lavorate a spatola; come i suoi più illustri predecessori, la pittrice ama lo studio del vero sulla riva del mare, di un lago o su un ponte; la pittura dell'artista ricorda il lavoro del costruttore più che quello di un architetto-decoratore e rimane più legata all'impressionismo romantico che a quello scientifico.

La famiglia della scomparsa ed alcuni collezionisti metteranno a disposizione numerose opere per consentire una mostra personale in memoria dell'artista dal 29 novembre al 2 dicembre 2017.


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