Mostra fotografica di Abdoulaye Barry a cura di Laura Serani e Giuseppe Frangi

Sono oltre 10,7 milioni gli uomini, le donne e i bambini afflitti dalle violenze scoppiate con la nascita del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, un conflitto che, dal 2014 ad oggi, ha avuto un tragico effetto domino creando 2,4 milioni di sfollati e mettendo 5 milioni di persone a rischio di insicurezza alimentare e 3 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico.
È proprio in Nigeria, Niger, Ciad e Camerun, quattro paesi coinvolti dall'emergenza, che l'ONG Coopi, finanziata dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, è impegnata nel sostegno di centinaia di migliaia di sfollati, rifugiati e comunità locali, attraverso progetti di assistenza umanitaria multisettoriali, dall'educazione alla salute fino alla sicurezza alimentare. Seguendo il lavoro dell'organizzazione, il fotografo ciadiano Abdoulaye Barry ha trascorso gli ultimi mesi viaggiando attraverso il sud del Niger, al confine con la Nigeria, nell'estremo nord del Camerun, e in Ciad, documentando l'intervento di Coopi e la quotidianità di chi vive la crisi.

La mostra fotografica, ospitata al Museo delle Civiltà, è realizzata da COOPI e VITA con il finanziamento dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo nell'ambito dell'iniziativa di emergenza AID 11010 "assistenza a rifugiati e sfollati interni nella regione del lago Ciad".


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