Il MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma presenta dall'11 giugno la mostra collettiva delle artiste vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini, che riunisce le opere inedite di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, realizzate nel contesto della residenza avvenuta a Napoli nel 2025.
 
Promosso e organizzato dalla Fondazione Paul Thorel, il Premio nasce con l'obiettivo di sostenere artiste e artisti impegnati nella ricerca sull'arte digitale. Il progetto si articola in residenze, nuove produzioni artistiche, mostre con partner istituzionali e pubblicazioni nella collana editoriale di Nero Editions, e riattiva gli spazi e gli strumenti di lavoro dello studio-atelier dell'artista italo-francese Paul Thorel, pioniere dell'immagine e della fotografia digitale dagli anni Ottanta che si stabilì a Napoli nel 1994. La Fondazione Paul Thorel ha aperto al pubblico nel 2022 con un programma di ricerca e valorizzazione dell'archivio di Thorel e della sua collezione di arte italiana e internazionale, e il Premio dedicato alle pratiche artistiche contemporanee che interrogano il rapporto tra digitale, immagine e società.
 
«Le imperfezioni sono una forma di scarto produttivo rispetto alla logica dell'algoritmo e ai flussi di dati che governano la realtà. Con le loro opere, Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi attraversano il digitale che è diventato ormai infrastruttura del presente, mettendone in crisi trasparenza, velocità e controllo. La mostra apre insomma uno spazio di attrito nel regime della previsione: è un esercizio di resistenza minima, dove il reale torna a farsi instabile e umano».

Sara Dolfi Agostini, curatrice Fondazione Paul Thorel
 
Le imperfezioni è la mostra delle artiste che hanno vinto la 3ª edizione del Premio Paul Thorel: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Tre artiste nate all'inizio degli anni Novanta, per le quali il digitale non rappresenta una scelta, ma una condizione pervasiva: un dispositivo che amplifica la realtà, ma la comprime anche dentro un immaginario virtuale codificato e limitante, che intrappola la libertà individuale dentro protocolli aziendali e confonde spazio pubblico e privato. Il titolo della mostra è una parola complessa, femminile e plurale, che restituisce tre caratteristiche di questa terza edizione del Premio Paul Thorel.
 
Le imperfezioni sono anche l'antidoto alla perfezione prevedibile degli algoritmi, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, a una macchina che si è infiltrata nei meccanismi di creazione dell'identità e di produzione della conoscenza. Le opere in mostra cercano la dimensione umana in questa società iper-stimolata dal digitale, sospesa tra le visioni religiose del tecno-futuro dalla Silicon Valley e la paranoia di un futuro già scritto dall'IA. Sono un gesto di resistenza che passa per il do it yourself, il fai da te - che è sporco, incompleto, sbagliato – e, all'astrazione e all'esattezza dei dati, oppone glitch e materiali residuali estratti dal mondo del consumo e del controllo.
 
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La Fondazione Paul Thorel è un'istituzione artistica radicata nel Mediterraneo, con sede principale a Napoli, nello studio-atelier che fu dell'artista italo-francese Paul Thorel (1956–2020), pioniere dell'immagine elettronica e della fotografia digitale, e due sedi satelliti nelle isole di Panarea e Hydra. Creata dall'artista per custodire e valorizzare il suo lavoro e la sua collezione di arte contemporanea italiana e internazionale, dal 2022 la Fondazione— nella sua casa napoletana — è uno spazio ibrido di esposizione, produzione e sperimentazione, sempre aperto al pubblico. Archivio e laboratorio insieme, la Fondazione è stata immaginata come un luogo ospitale dove pratica artistica e ricerca teorica convivono senza gerarchie. Qui prendono forma il catalogo ragionato dell'artista, le attività dell'osservatorio e premio dedicato alle arti digitali, e una programmazione che intreccia residenze, produzioni, mostre, incontri e conversazioni aperte tra artisti, critici d'arte e visitatori.
 
Il Premio Paul Thorel è una piattaforma di ricerca dedicata alla scena artistica italiana e internazionale, con un focus sulle arti digitali e sull'immagine contemporanea come linguaggio e orizzonte estetico. Ogni anno la Fondazione, insieme a un comitato di esperti, curatori e direttori di museo, seleziona dodici artisti con progetti inediti da realizzare durante una residenza pensata per riattivare gli spazi e gli strumenti di lavoro di Paul Thorel a Napoli, dove l'artista trasferì il suo studio nel 1994. La giuria sceglie tre vincitori, e la Fondazione produce e presenta le opere commissionate in collaborazione con un'istituzione museale — nel 2024 alle Gallerie d'Italia di Napoli, nel 2025 al Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, e nel 2026 al MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma. La Fondazione pubblica anche un libro d'artista per ciascun vincitore in collaborazione con la casa editrice NERO Editions.
 
Irene Fenara (nata a Bologna, 1990; vive a Milano) è un'artista il cui lavoro indaga le implicazioni estetiche della visione artificiale, osservando il modo in cui guardano le macchine. La sua ricerca si confronta con i sistemi di sorveglianza, l'errore visivo e le soglie della percezione, riconfigurando immagini generate da dispositivi tecnologici in forme poetiche e ambigue. Attraverso video installazioni, stampe di grande formato e gesti performativi minimi, Fenara mette in discussione la presunta neutralità dello sguardo automatizzato, rivelandone la fragilità e aprendo lo spazio a nuove possibilità di interpretazione.
Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni pubbliche e private, tra cui Quadriennale (Roma, 2025), MACTE - Museo di Arte Contemporanea di Termoli (2024), Museo Madre (Napoli, 2024), Museion (Bolzano, 2023), Palazzo Bentivoglio (Bologna, 2023), MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma, 2022), ICA Milano (2022), Basel Social Club (Basilea, 2022), Triennale Milano (2021), Kunst Merano Arte (Merano, 2019), MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna (2018), Palazzo delle Esposizioni (Roma, 2018) e Fondazione Prada Osservatorio (Milano, 2016). Nel 2021 è stata tra gli artisti del progetto RETROFUTURO al MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma.
 
Lorenza Longhi (nata a 1991, Lecco, IT; vive a Zurigo) ha studiato Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera e Arti Visive presso l'ECAL di Losanna. Il suo lavoro prende forma attraverso la riproduzione e l'appropriazione di oggetti e immagini — da elementi d'arredo a materiali visivi tratti dalla pubblicità — per indagare strutture di potere attraverso tecniche artigianali e materiali non convenzionali.
Mostre personali includono: Swiss Institute, New York; Kunstmuseum Winterthur, Winterthur; Kunstverein Freiburg; Kunsthalle Zürich, Zurigo; Ordet, Milano; Weiss Falk, Basilea; Fanta-MLN, Milano; e Plymouth Rock, Zurigo. Tra le sedi delle sue collettive: Fanta-MLN, Milano; Galerie Oskar Weiss, Zurigo; Centro Pecci, Prato; Halle für Kunst Steiermark, Graz; Layr, Vienna; Bonner Kunstverein, Bonn; MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma; Fondazione Prada, Venezia; Kunsthalle Zürich; Quadriennale di Roma, Roma; e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. A Milano, è stata co-fondatrice di Armada (2014–2018).
Nel 2020 ha ricevuto lo Shizuko Yoshikawa Advanced Award for Young Women Artists e lo Swiss Emerging Artist Prize di Société Générale. Nel 2021 è stata Artist in Residence presso lo Swiss Institute di New York. Nel 2022 è stata tra le vincitrici dell'International Sculpture Prize della Fondazione Henraux e ha ricevuto il Manor Kunstpreis.
 
Caterina De Nicola (nata a Ortona 1991; vive e lavora a Zurigo). È un'artista multidisciplinare che lavora tra installazione, performance, suono, scultura e fotografia. Il suo lavoro si confronta con la circolazione delle forme culturali, indagando come immagini, simboli e materiali vengano riutilizzati, spostati e progressivamente svuotati di significato all'interno dei sistemi contemporanei.
Lavorando con pratiche di assemblaggio e ibridazione, il suo lavoro mette in evidenza i paradossi del paesaggio culturale contemporaneo, dove ripetizione, appropriazione e precarietà prendono il posto della produzione di nuovi immaginari. Ha studiato all'ECAL di Losanna ed è stata in residenza a La Becque (La Tour-de-Peilz). Il suo lavoro è stato presentato in contesti istituzionali tra cui Istituto Svizzero (Milano), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e MAXXI, così come in sedi svizzere quali Helmhaus (Zurigo), Kunsthaus Langenthal e Centre d'Art Contemporain (Ginevra). Ha performato dal vivo in contesti di musica sperimentale come CTM Festival (Berghain, Berlino), LUFF Festival e Bad Bonn. Il suo lavoro è stato riconosciuto con premi tra cui il Premio Michetti (2025).

Informazioni, orari e prezzi

INFORMAZIONI
MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma
via Nizza 138 – 00198 Roma
museomacro.it | Facebook: @macromuseoroma | Instagram: @macromuseoroma

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