Esposizione speciale della tela di Mircea Ciutu "Reeducation"

Sono "homini sacri", i giovani smarriti e straniati di Mircea Ciutu, artista che porta in sé, profonda, l'eco della propria terra. Nato nel 1989, in Romania, alla fine della crudele dittatura di Ceausescu, ne custodisce vivida memoria, che rappresenta, quale costante, nella propria opera.

"Homini sacri" le figure di "Reeducation": portatrici solo di nuda vita, nessun diritto e neppure nessun dovere, creature che vagano in attesa che qualcuno, chiunque, tolga loro anche quella sola nuda vita che ancora posseggono. Non c'è sanzione per chi uccide l'homo sacer. La sacertà, ossia la maledizione nella Roma arcaica, diviene la sacralità delle vittime di ogni conflitto o tirannide.

La tela, di dimensioni possenti, le cui paste alte concorrono a dare spessore e autenticità al sentire dei giovani smarriti e straniati che vi sono rappresentati, mostra i campi di rieducazione in cui, durante il regime di Ceausescu, venivano rinchiusi i dissidenti e i non allineati.  La condizione degli occupanti i campi di rieducazione, come i campi di sterminio e comunque i campi di prigionia di ogni guerra e ogni tirannide, è del tutto sovrapponibile a quella dell'homo sacer: Uomini, non persone, in un limbo che precede la morte ma che non è più vita; sottoposti all'arbitrio di chi detiene il potere e stabilisce che la loro esistenza non è meritevole di alcuna tutela.

L'opera di Ciutu verrà esposta da sola, come una pala d'altare in un tempio laico che accoglie e raccoglie chi ha fede in qualunque dio, chi non ne ha e chi ha fede solo nell'uomo. A coronare l'esperienza del visitatore sarà l'allestimento intimo e raccolto della serie dei bozzetti d'artista posizionati in uno spazio predisposto come fosse un abside dietro la grande tela. L'accesso 'segreto' consentirà al pubblico la rivelazione del lavoro preliminare che ha condotto Ciutu alla realizzazione dell'opera monumentale.

Nell'ex periferia romana di Pietralata, ormai attratta dal moto centripeto di una capitale che cresce, si diversifica e si globalizza, presso l'Atélier Montez (architettura industriale rigenerata e divenuta spazio di aggregazione artistica), l'opera "Reeducation" diventa pala di un altare laico che contiene e fonde la contraddizione del sacro e del maledetto, incorporando nella pittura di gesto e nella sua matericità una prospettiva poli-focale sulla dittatura romena.


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma