Mostra diffusa per esplorare la storia dell'architettura teatrale attraverso ricostruzioni tridimensionali, plastici, disegni e videoinstallazioni

Il Teatro di Roma accoglie SCENAMADRE. Modelli per una storia dell'architettura scenica, la mostra "diffusa" negli spazi dei teatri Argentina, India, Torlonia e Valle, dove "scenografia" e "teatro" dialogano in un unico percorso d'arte offerto ai visitatori per scoprire quei modellini che riproducono meccanismi, impianti scenici e macchinerie teatrali realizzati dall'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Un'occasione unica per restituire in forma "tridimensionale" la storia delle arti sceniche attraverso ricostruzioni, plastici, disegni e videoinstallazioni.

La mostra – curata da Valeria Piasentà, Massimo Voghera e Claudia Esposito – si inaugura il 9 ottobre (ore 18) al Teatro Argentina con interventi di Antonio Calbi, Marialetizia Melina, Salvo Bitonti e Valeria Piasentà. Allestita fino al 27 gennaio si articola attraverso una struttura dislocata e "diffusa" negli spazi di Teatro Argentina, Teatro India, Teatro Valle, Teatro Torlonia. Ciascuno dei teatri ospita un'esposizione contestuale e contemporanea alle altre, in cui trovano posto i plastici realizzati dagli studenti dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che da anni ha attivato un lavoro di approfondimento finalizzato alla ricostruzione plastica delle macchine, dei luoghi e degli artifici scenografici e scenotecnici che hanno scandito nei secoli la storia delle arti teatrali. Impreziosiscono questo percorso quattro modellini del Teatro Stabile di Torino, di alcuni spettacoli teatrali che sono passati alla storia, con firme di artisti non sempre solo scenografi, come Giulio Paolini, Enrico Job, Carlo Giuliano, Margherita Palli.

Moduli cronologici e tematici tracciano il percorso nei diversi spazi dei teatri per raccontare l'evolversi delle sperimentazioni della scenografia e delle arti sceniche partendo dalla Grecia e Roma classiche per arrivare fino alla contemporaneità: dalle ricostruzioni dei teatri di Priene a quelle del Drury Lane e del Globe, da una barocca Macchina del mare alla tecnica scenica illusionista del fantasma di Pepper, dalle opere di Appia, Dobuzinsky, Josef Svoboda a Renzo Piano e Tadao Ando. È poi prevista una videoinstallazione che ripercorre la storia delle arti sceniche attraverso lo sguardo dei registi cinematografici con un montaggio di spezzoni dei loro film.

Al Teatro Argentina "in mostra" la sezione dedicata a Renzo Piano, nel foyer, con il progetto che il celebre architetto realizzò per La balena bianca di Gassman, e la sezione dedicata alla commedia dell'arte, posizionata a fianco delle balaustre della scala, in salita e al piano superiore. L'esposizione prosegue poi nella sala con le colonne, dove trovano posto i modelli delle sezioni riservate a Leonardo, a Torelli, e all'Olimpico; e nella sala con le sedute, che ospita le parti intitolate a Priene, Orange, a Valenciennes e al Campidoglio.

Esposti al Teatro India i plastici e le ricostruzioni del teatro di Torino e del Globe; presenti inoltre i settori dedicati a: Wagner, Appia, Mejercol'd, Dobuzhinsky, Svoboda, Ando, Paolini, Job, e uno destinato alla "magia" ottocentesca.

Al Teatro Valle la mostra propone due sezioni, una dedicata a Carlo Giuliano, l'altra a Carmelo Giammello; mentre al Teatro Torlonia allestita la restituzione del Drury Lane.

La mostra è stata recentemente presentata nel Foyer del Teatro Nazionale del Regno del Bahrein, a Manama, a cura dell'Autorità del Bahrein per la Cultura e le Antichità (marzo/giugno, 2018). Inoltre, in occasione dell'inaugurazione della mostra, sarà consegnata ad Antonio Calbi la "medaglia dell'amicizia" dell'Accademia Albertina di Torino, per il suo impegno nella promozione della cultura teatrale.


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