Prima che un'opera esista c'è sempre qualcosa che la fa nascere, un'immagine, un ricordo, un incontro, un'emozione, una domanda. È quello il momento, spesso improvviso e difficile da spiegare, in cui qualcosa si accende, una scintilla appunto.
Il progetto riunisce artisti diversi per linguaggio e sensibilità, invitati a raccontare al pubblico l'origine delle loro opere, un modo per avvicinarsi all'arte attraverso la storia che precede l'immagine e scoprire come un pensiero, un'esperienza o una sensazione possano trasformarsi in un lavoro capace di parlare anche a chi guarda.
Accanto a ogni opera, infatti, emerge anche la storia che ne ha accompagnato la nascita, un modo più diretto per entrare nel mondo di ciascun artista.
Gli artisti
Nella pittura di Adalberto Sessa la geometria astratta viene rielaborata fino a diventare il suo linguaggio personale. L'artista scompone e rimonta elementi, secondo una logica propria. È in questo attrito tra memoria e sguardo individuale che l'idea trova la sua espressione. Queste opere con il loro stile unico, coerente e riconoscibile affascinano, fino ad ipnotizzare lo spettatore.
Ambra Scali parte dall'idea che l'arte possa far passare un'emozione, quasi fisicamente, a chi si trova davanti all'opera. Materia, corpo e ambiente sono strumenti di lavoro usati per dare forma visiva a una sensazione difficile da comunicare. Ne risulta un lavoro che si colloca a metà strada, tra ciò che l'artista sente e ciò che restituisce a chi guarda.
Angelo Funari lavora nel solco del surrealismo simbolico, qui ogni scena viene costruita con precisione. Composizione e colore lasciano un'idea deliberatamente aperta, ed è chi guarda a completarne il senso. Dietro l'apparente naturalezza delle immagini si intuisce un metodo rigoroso, quasi da regista, nella scelta di ogni elemento della scena. Il risultato è un'immagine che dice più di quanto sembri.
Nella pittura di Caterina Morbidelli il rapporto tra uomo e natura è un pretesto per interrogare la propria interiorità. La sua formazione scientifica si affianca a quella artistica nella scelta dell'olio, una tecnica che richiede tempo e attenzione. Il tema è quello del paesaggio naturale a cui restituisce un peso più profondo. Più che rappresentare un luogo, l'artista cerca un punto in cui riconoscersi.
Creazioni Zoè costruisce un universo pittorico in cui natura e figura umana si intrecciano per raccontare vita, anima e società. La sua formazione in archeologia e storia dell'arte orientale si avverte nel peso che ogni simbolo porta con sé. Pennellate dense e contorni netti definiscono composizioni fortemente riconoscibili, quasi un alfabeto personale. Da un'idea iniziale si sviluppa una visione onirica in cui ogni immagine nasconde qualcosa che va cercato oltre la superficie.
Marikahlo guarda alla quotidianità per cogliere ciò che normalmente passa inosservato, un gesto, una presenza, una situazione casuale. Le sue opere hanno la sensibilità di una fotografia capace di trattenere l'atmosfera di un istante, e ciò che resta non detto. Nei suoi soggetti emerge spesso una dimensione intima e solitaria, lasciata aperta a chi guarda. La pittura parte sempre da un'immagine che resta fissa nella mente dell'artista finché non trova compimento sulla tela.
Dopo una lunga carriera scientifica internazionale, Protonico ha scelto di dare spazio anche alla propria dimensione pittorica. La serie presentata è dedicata a donne viste di spalle, rivolte verso uno spazio e un orizzonte aperto che introduce una tensione verso qualcosa che resta fuori campo, quasi un riflesso delle domande di chi guarda. L'assenza del volto lascia aperta la narrazione ed è proprio questo vuoto a dare spazio a chi osserva. Colori accesi e forme sinuose danno vitalità alle figure.
In Sabi la figura femminile è al centro di una riflessione su forza e identità, più che su un'idea convenzionale di bellezza. Gli sguardi delle sue donne creano un rapporto diretto con chi osserva, mentre colore, natura ed elementi floreali costruiscono intorno a loro un mondo denso di simboli. Il silenzio, in queste opere, è ascolto, una sospensione e un pensiero che resta taciuto. Dietro ogni figura si intuisce una storia personale, in cui la bellezza coincide con la possibilità di riconoscersi.
Sofia Moresco dipinge la figura femminile con un linguaggio dove il colore conta quanto la posa e l'inquadratura. I fondi decorativi, quasi carte da parati dipinte, riportano alla sensibilità dei Nabis del primo Novecento, filtrata però attraverso un segno del tutto personale. Le figure rinunciano al realismo eppure comunicano attraverso lo sguardo, spesso l'unico dettaglio davvero definito del volto. È in questa scelta che il lavoro trova spazio per una lettura più intima dell'identità femminile.
La mostra Scintilla è visitabile dal 18 al 25 settembre, dal lunedì al sabato, dalle ore 16 alle ore 20, alla Craving Art - Art Gallery, in via Casperia 33, zona Trieste, Roma. Il vernissage di apertura è venerdì 18 settembre alle ore 19, con un aperitivo offerto agli ospiti e un contributo d'ingresso di 2 euro. Il progetto è a cura di Alessia Dei Art Projects.
Craving Art – Art Gallery è lo spazio romano di Alessia Dei Art Projects, un progetto curatoriale che sviluppa mostre, fiere e collaborazioni in Italia e a livello globale.
Lavora con artisti, ancora non istituzionalizzati, che stanno consolidando la propria carriera.
In questo contesto, Scintilla riunisce nove di loro, chiedendo di raccontare non solo l'opera, ma la storia da cui ha avuto origine.
Informazioni, orari e prezzi
SCINTILLA
Da dove nasce l'ispirazione?
progetto a cura di Alessia Dei Art Projects
18 - 25 settembre (lun-sab ore 16-20),
Vernissage venerdì 18 settembre ore 19
Craving Art - Art Gallery
via Casperia 33, zona Trieste, Roma
Dove e quando
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