Il 25 maggio 2024, dalle ore 18.30, inaugura presso Spazio Urano la personale di Ivano Petrucci dal titolo "Spiragli". In mostra una serie di tele in cui l'artista indaga, attraverso la tecnica mista di acrilico e olio, le potenzialità espressive di immagini ibride generate dal connubio tra figurativo e astratto.

La ricerca di Petrucci inizia nel mondo reale, dove osserva la figura umana e quelli che lui definisce i "moti dell'anima" dei personaggi che andrà a ritrarre. L'artista, però, non prosegue mai verso una fedele rielaborazione del modello; la dinamica psicologica dell'essere umano osservato, come una vibrazione interiore, rappresenta quella spinta che lo allontana sempre di più dalla realtà e che lo immerge in una dimensione sospesa tra ciò che si vede in superficie e ciò che potrebbe restare invisibile.

La gestualità, il movimento e la forza dei colori conducono Petrucci dal figurativo verso l'astrazione. La velocità delle pennellate frantuma le forme, elimina i contorni delle figure, restituendo allo spettatore uno "spiraglio", una nuova possibilità nella visione.  Un "incompiuto concettuale", per usare una definizione dello stesso artista, in grado di creare empatia tra il soggetto raffigurato e l'osservatore.


In questo meccanismo ideativo, l'artista è influenzato dalla sua attività di performer, che gli permette di attenzionare differenti ipotesi spaziali anche sulla limitata superficie di una tela. Come in "Spiraglio di libertà", dove le movenze sinuose del soggetto rappresentato determinano un'esplosione di forme colorate dalle tonalità accese che si diramano sullo sfondo con andamento musicale.

Osservando le opere in mostra si denota una predilezione per la rappresentazione della donna, che nel processo creativo di astrazione del reale diventa emblema di un'idealizzazione originata dal pensiero dell'artista. La figura femminile, come la pittura, per Petrucci è energia sacra, è icona dell'unione tra maschile e femminile, tra sacro e profano, tra forza e sensibilità. È specchio, quindi, del suo fare pittura in continuo equilibrio tra gestualità istintiva e riflessione sugli accostamenti cromatici e sulle dinamiche spaziali.

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