Mostra personale di Concetta Capotorti

Il 15 Marzo 2018 inaugura presso lo Stadio di Domiziano a Roma, la personale di debutto dell'artista romana Concetta Capotorti. La mostra, promossa dallo Studio legale Ferretti, è curata da Emanuele Lamaro, direttore artistico di Canova srl, società specializzata in art advisory, editoria ed eventi. Il testo critico è affidato al Prof. Francesco Gallo Mazzeo.

"Sublime leggerezza del Classico", sarà visibile fino al 30 marzo nella Sala 1 del sito archeologico patrimonio UNESCO, nella cornice di Piazza Navona.

Una selezione di 15 opere tra sculture e dipinti, dalle quali emerge tutta la necessità creativa e la spinta espressiva dell'artista, nella rielaborazione personale straniante di un repertorio di iconiche forme classiche. Una "leggerezza", quella del classico, che si verifica sul piano della materia – nel passaggio all'utilizzo della resina e dell'alluminio – quanto sul piano concettuale, per mezzo della capacità del patrimonio iconografico classico di tornare a più riprese nel tempo, attaccandosi alle nostre abitudini dello sguardo, di fluttuare cioè nelle stanze della memoria culturale, facendosi rielaborata e diafana sostanza della nostra immaginazione.

Da qui il segno di un contemporaneo sguardo sulle cose, quello di Concetta Capotorti, che "distorce" il senso di queste visioni antiche, applicando al suo immaginario e allo sguardo degli altri, un ossimorico filtro colorato e la spensierata leggerezza di una materia che capovolge fisicamente quanto idealmente, il peso di una tradizione che nel marmo, nel travertino e nel bronzo, conobbe la sua genesi.

"Sublime è cellula fondante di Concetta Capotorti, nel senso che tende ad un ludus dell'abbondanza, che si pone a confine lo stesso sconfinamento per dire altro mentre le gira la testa e fa girare le mani, un senso che ha nella tattilità, la forma e la sua negazione, in linea con una concettualitò dilatata del barocchismo, come grammatica dell'eccessivo, anche quando è in vesti castigate di semplicismo materico e non solo quando si veste d'oro per determinare una centralità di sentore erotico, spruzzante di felicità intrinseca, quella che si libera quando la fantasia si libera dalla costrizione e danza in maniera creativa, intuendo, descrivendo, alludendo, senza mai mettere un punto finale, lasciando al domani di essere l'oggi d'avvenire." (Francesco Gallo Mazzeo).

"E' la classicità il referente principale della Capotorti, indissolubile componente del nostro dna, elemento che anche la velocità degli scambi tecnologici a cui assistiamo non riesce a sradicare completamente. Ma è una classicità che guarda costantemente al futuro, che si rimodella secondo forme e colori nuovi, andando a tradurre in modo appropriato il sentire contemporaneo.

Si resta con questa esposizione spiazzati dalla mutazione repentina di un archetipo che da un mondo oramai scomparso torna a noi come in un viaggio nel tempo e ci proietta nel futuro con tutte le incertezze e le contraddizioni proprie della nostra epoca." (Emanuele Lamaro)


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